Doppiato, sia per tassi di crescita sia per valori assoluti. Il Sud Italia, stando al report sui conti economici territoriali dell’Istat, nel 2018 ha visto il pil salire solo dello 0,3% contro il +1,4% nel Nord-est e il +0,7% del Nord-ovest e del Centro. E, in termini pro-capite, il prodotto interno lordo si è fermato a circa 19mila euro contro gli oltre 36mila del Nord-Ovest, che guida la classifica, e i 35mila del Nord-Est. Lo stesso vale per il reddito per abitante, pari a 22mila euro per le famiglie residenti nel Nord-ovest: quasi il 60% in più rispetto a quelle del Mezzogiorno, con 14mila euro. Le famiglie residenti nel Nord-est possono contare invece su 21.900 euro. Il Sud sconta un differenziale negativo del 26% rispetto alla media nazionale.

A Bolzano il reddito pro capite è il più alto (26.000 euro), mentre in Calabria si registra quello più basso (12.700 euro). A livello regionale sono le Marche a registrare la crescita del Pil più elevata, con un 3% di aumento rispetto all’anno precedente. Un deciso recupero dell’attività produttiva si rileva anche per l’Abruzzo, dove il Pil è cresciuto del 2,2% a fronte dello 0,6% del 2017, e per la Provincia Autonoma di Bolzano (+2%). Sopra la media nazionale si posizionano altre tre regioni del Mezzogiorno: Sardegna e Puglia (+1,4%) e Molise (+1,2%). In Lombardia la crescita economica rallenta sensibilmente: nel 2018 il pil è aumentato dello 0,5%, contro il + 2,2% dell’anno precedente. Lazio (-0,2%) e Sicilia (-0,3%) chiudono il 2018 con una diminuzione del pil in volume, ma le flessioni più rilevanti si riscontrano in Campania (-0,6%) e Calabria (-0,8%).

Quanto alla spesa per consumi delle famiglie, la dinamica nel 2018 è positiva e pari allo 0,9% appena superiore a quella del pil (+0,8%). Gli incrementi più significativi si registrano in Liguria e Lazio (+1,7% in entrambe le regioni), seguite da Abruzzo (+1,5%), Umbria e Molise (+1,4%). Un rallentamento deciso della spesa delle famiglie si riscontra, invece, per la Provincia Autonoma di Bolzano e per il Piemonte, dove i consumi sono aumentati solo di un modesto 0,3%. Nel 2018 in Italia la spesa per consumi finali delle famiglie per abitante, a prezzi correnti, è stata di 17.800 euro. I valori più elevati si registrano nel Nord-ovest (20.600 euro) mentre il Mezzogiorno si conferma l’area in cui il livello di spesa è più basso (13.700 euro). A un maggior dettaglio territoriale il più alto livello di consumi finali pro capite si registra in Valle d’Aosta e nella Provincia Autonoma di Bolzano (rispettivamente 25,5 mila e 24,3 mila euro).

Inoltre nel Mezzogiorno l’incidenza dell’economia non osservata è pari al 19,4% del valore aggiunto, contro il 14,1% del Centro. Molto più contenute le quote registrate nel Nord-ovest e nel Nord-est, pari rispettivamente a 10,6% e 11,4%. I dati in questo caso sono riferiti al 2017, ultimo anno per cui è disponibile la somma della componente sommersa e di quella illegale.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Debiti della pa, Corte Ue condanna l’Italia per i ritardi nei pagamenti: “Stando ai dati del 2017 è stata violata la direttiva europea”

next
Articolo Successivo

Debiti della pubblica amministrazione, dalle promesse di Renzi alla condanna della Corte di giustizia Ue. E anche oggi l’Italia paga le imprese troppo tardi

next