“Non c’è bisogno di essere grandi per essere interessanti. Anche con una vettura compatta si può pensare in grande” così Andrea Crespi, direttore generale di Hyundai Italia, apre la presentazione della nuova Hyundai i10, la city car che circola di più sul mercato, di cui sono state vendute 145.000 unità dal lancio avvenuto nel 2008. Si tratta di un modello che rappresenta il 20% delle vendite per la Casa coreana, in un segmento A che vale il 16% del mercato italiano, proprio come quello dei C-Suv.

In un momento storico in cui i principali brand stanno abbandonando le piccole compatte, Hyundai va in controtendenza e anzi vuole essere ancora protagonista, pronta a raccogliere i volumi dei produttori che escono come Citroen, Peugeot, Opel e Ford. Mentre altri hanno scelto di rimanere con le “cittadine” ma solo elettriche, come Volkswagen con la Up!, Seat con la Mii o Skoda con la Citigo.

Hyundai ritiene che il passaggio all’elettrificazione sarà lento e inesorabile ma, prima che diventi definitivo, c’è ancora spazio per modelli a benzina come questo. Se gli altri lasciano questo campo perché con le citycar non si riesce ad essere competitivi a causa dei nuovi limiti sempre più stringenti sulle emissioni, Crespi è tranquillo nell’affermare che “non pagheremo multe, perché gli altri modelli della gamma Hyundai coprono tutti i tipi di alimentazione in modo completo. Nel 2020 l’80% della gamma sarà elettrificato e, di fatto, rinnoveremo quasi tutti i modelli”.

Con queste premesse arriva quindi la Hyundai i10, completamente rinnovata sia dentro che fuori. Quattro i pilastri su cui si basa: spazio, sicurezza, connettività e design. Il DNA è quello di sempre ma esternamente ha un look più aggressivo e sportivo, con un contrasto tra linee morbide e superfici affilate, uscite dalla matita di un designer italiano, Davide Varenna, 31enne milanese che da sette anni lavora in Hyundai ed è riuscito a rendere l’auto funzionale e pratica, ma anche attraente e adatta ad un pubblico più giovane.

Un progetto durato tre anni, che si è concretizzato in una macchina dalle proporzioni riviste, più bassa di 20 mm rispetto alla versione precedente e più lunga di 20 mm. Anche dentro è molto spaziosa, grazie al passo allungato di 40 mm, che la rende molto comoda anche per chi è seduto dietro. Lunga 3,67 m, il bagagliaio di 252 litri può diventare di 1045 se si abbattono i sedili ed è stata anche abbassata la soglia di carico, per agevolare le manovre con i bagagli. Il montante posteriore si caratterizza con un design a X che accoglie il logo i10, un tratto distintivo che la rende molto riconoscibile.

Per farla diventare più giovane si può avere anche il tetto a contrasto (un optional da 350 euro), in nero o in rosso e sono stati lanciati anche tre nuovi colori: Brass, Dragon Red e Aqua Turquoise. All’interno la plancia è allargata ed è impreziosita da un motivo tridimensionale a nido d’ape che rende l’abitacolo accogliente ma anche pulito e funzionale.

Un’auto per giovani non può prescindere dalla connettività e sulla Hyundai i10 non manca la ricarica wireless per i cellulari, la compatibilità con Android Auto ed Apple Car Play, il sistema Bluelink che fornisce in tempo reale informazioni sul meteo e sulla viabilità, aggiornamenti sui parcheggi e distributori di carburante, prezzi compresi. Da remoto si può aprire e chiudere la propria auto, verificare le sue condizioni ma anche cercare i punti di interesse e inviare i risultati direttamente al navigatore della macchina. Si tratta di equipaggiamenti già ereditati dai modelli più grandi, come lo sono anche tutte le dotazioni di sicurezza di serie che si trovano su questa compatta: la frenata autonoma di emergenza, la gestione automatica dei fari abbaglianti, il mantenimento della corsia, il rilevatore di stanchezza del guidatore e il riconoscimento dei limiti di velocità. I sensori presenti sul frontale sono stati sostituiti da un’unica camera multifunzione posizionata in alto e al centro del parabrezza, per evitare i malfunzionamenti che potrebbero derivare dal ghiaccio o dai sassi sulla strada.

A disposizione c’è un’unica motorizzazione: il 1.0 tre cilindri da 67 Cv e 96 Nm di coppia, che può essere abbinato ad un cambio automatico o ad uno manuale a cinque marce. Abbiamo provato quest’ultimo e non si è comportato affatto male. L’auto è agile ed è a proprio agio anche fuori città, pur non essendo una sportiva ha un buono spunto e consuma poco: 5,5 litri per 100 km, quello che ha segnato il computer di bordo nel corso della nostra prova mentre il dichiarato della casa nel ciclo WLTP è di 20 km/l. Per chi vuole qualcosa di più frizzante e con un design più sportivo, è in arrivo a giugno la versione N Line, spinta dal 1.0 turbo benzina da 100 Cv.

La Hyundai i10 è disponibile in tre allestimenti, Advanced, Tech e Prime. Il primo parte da 12.900 euro ma quello su cui Hyundai si aspetta di avere i volumi maggiori è il secondo, che costa 14.500 euro e ha, tra l’altro, cerchi in lega da 15” e luci diurne e di posizione a LED. A questa versione si può abbinare il Connect Pack da 500 euro per avere il display da 8” con connettività Apple Carplay e Android Auto, il Bluetooth con riconoscimento vocale e gli altoparlanti posteriori. Si arriva così a 15.000 euro che però, grazie all’offerta lancio e aderendo al finanziamento Hyundai i-Plus Gold che include 3 anni di furto e incendio, scendono a 12.300, con una rata mensile di 99 euro. Ci sono anche altri due pacchetti interessanti: il Comfort pack da 600 euro che include la retrocamera, i sensori di parcheggio posteriori, il vano bagagliaio su due livelli e i vetri posteriori oscurati e l’ECO pack, che ha rapporti di cambiata rivisti, è omologata per quattro ed è più “green” con 97 g/km di CO2.

A questo proposito Crespi ha confermato che non ci sarà una versione 100% elettrica della Hyundai i10, che non potrebbe essere così conveniente e quando gli abbiamo chiesto cosa pensasse dei recenti divieti alla circolazione in alcune città italiane ha detto che “Non si può continuare ad avere una gestione estemporanea del problema, basata solo su emergenze. E’ necessaria un’unica regia che abbia una strategia con obiettivi chiari, con regole e comportamenti che valgano per tutti”.

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