Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non andrà a Davos, dove alle 16 era in agenda il suo intervento al World economic Forum. Il premier resta a Roma, dove alle 18 presiederà una riunione del “cantiere Taranto“, in vista del varo del decreto con le misure per la città dell’ex Ilva. Alle 21, poi, è in programma un consiglio dei ministri che dovrebbe esaminare il dossier delle nomine nelle agenzie fiscali, Entrate, Dogane e Demanio, rimaste senza vertici. E forse, come fuori sacco, anche il decreto sul taglio del cuneo.

Alle Entrate dovrebbe arrivare, come da anticipazioni, Ernesto Maria Ruffini -commercialista ritenuto vicino a Matteo Renzi che l’Agenzia l’ha già guidata fino al 2018 – alle Dogane Antonio Agostini e al Demanio Marcello Minenna, responsabile dell’ufficio Analisi quantitativa e innovazione finanziaria della Consob ed ex assessore al Bilancio nella giunta Raggi.

In realtà nell’agenda di Conte l’appuntamento svizzero non era mai apparso ufficialmente: la sua partecipazione all’evento era rimasta in forse. Poi, complice il passo indietro di Luigi Di Maio e la necessità di lavorare su alcuni dossier urgenti, il premier ha deciso definitivamente di rimanere a Roma.

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