Il Comitato obbligazionisti di Astaldi si prepara alla battaglia nell’adunanza dei creditori. E chiama a raccolta tutti i soggetti interessati ad una partita delicata in cui non sono mancati colpi di scena come l’indagine per corruzione della procura di Roma. Benché non sia ancora stata fissata una data, i bondholder dell’azienda specializzata in appalti di grandi opere sanno bene che l’appuntamento dovrà tenersi almeno 30 giorni prima dell’adunanza dei creditori prevista per il 26 marzo. Ecco perché, nell’ultima assemblea, il comitato obbligazionisti Astaldi ha deciso di aprire a nuovi potenziali iscritti che non sono convinti della proposta di concordato presentata da Salini-Impregilo. Ma chi può iscriversi al comitato? Quanto costa? E a chi bisogna rivolgersi?

Possono aderire all’associazione tutti i bondholder Astaldi che potranno votare nell’adunanza dei creditori non appena sarà convocata dal rappresentante nominato dal tribunale, Tiziano Onesti. Per iscriversi al Comitato, basterà scrivere all’email bondholdersastaldi@gmail.com. Quanto ai costi, l’associazione di obbligazionisti ha previsto un’adesione a quota “scontata” di 250 euro a lotto, oltre ad un contributo di 30 euro a persona. La cifra in questione “copre di fatto il pro-quota delle spese legali fin qui effettivamente pagate e da pagare da parte di tutti noi associati, sulla base dei 700 lotti attuali”, spiega una nota del Comitato. A fronte dello sconto, tuttavia, i nuovi soci perderanno il diritto a qualunque rimborso di quanto rimasto in cassa una volta che il Comitato avrà esaurito la sua funzione.

Inoltre, l’associazione di obbligazionisti ha anche dato l’ok ad un contributo spese messo a disposizione da un associato, Wekiwi.it, fornitore di gas e luce. L’azienda, il cui proprietario è fra gli obbligazionisti Astaldi, ha proposto un rimborso della quota associativa fino a 120 euro. La condizione è che gli aderenti al comitato o i sostenitori dell’associazione siglino contratti luce e gas Wekiwi, ottenendo così la restituzione del denaro (massimo 60 euro ad utenza) direttamente in bolletta. Se il bondholder Astaldi riterrà interessante l’offerta commerciale di Wekiwi, potrà avvantaggiarsi del contributo di iscrizione al Comitato obbligazionisti Astaldi indicando il codice “Bond” al momento della sottoscrizione del contratto. Il tutto, come evidenzia il Comitato bondholder, nel rispetto della privacy dei nuovi iscritti i cui nominativi non verranno in alcun modo comunicati a soggetti terzi.

“Questa iniziativa ha il potenziale per assicurarci una forza contrattuale notevole all’interno del concordato (…) – prosegue la nota – per poter contare in assemblea e orientare il voto, soprattutto quella legata al bond 2020 da 750 milioni di euro, dobbiamo assicurarci il massimo della rappresentatività” per “far passare la nostra linea in Assemblea”. Una linea che contesta le valutazioni di Astaldi effettuate nel piano presentato da Salini-Impregilo.

Secondo il Comitato, che ha dato mandato agli studi Astolfo Di Amato & Associati e Muneghina per le verifiche giuridico-finanziarie del piano concordatario, i dati contenuti nel documento consentono agli obbligazionisti di recuperare appena fra tra il 20 e il 25%, quota nettamente inferiore al 38% dichiarato nel piano concordatario attestato da Corrado Gatti. Inoltre, secondo le analisi del Comitato, la percentuale è al di sotto della soglia del 30% aprendo alla possibilità per i creditori di presentare una proposta concorrente. “In particolare, gli obbligazionisti risulterebbero fortemente penalizzati dall’attribuzione di warrant premiali in favore di Salini e delle banche finanziatrici (anch’essi creditori chirografari) nonché dall’eventuale soddisfazione di passività privilegiate e pre-deducibili addizionali che dovessero emergere e dalla stima degli asset del ramo concessioni all’interno del Piano concordatario (739 milioni di euro), che sarebbe ottimistica – si legge in una nota del Comitato – Ulteriore profilo di criticità è rappresentato dalla scelta di non dividere in classi i creditori chirografari, nonostante la palese disomogeneità ravvisabile tra quei creditori che, come le banche ed i fornitori, continueranno a lavorare con la nuova società e quelli che, come i bondholders, non riceveranno alcun vantaggio dalla prosecuzione dell’attività d’impresa”. Di qui l’intenzione di dar battaglia perché il piano non passi così com’è.

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