Come a luglio consigliai vacanze alternative o ancor meglio “intelligenti” (come il titolo di un indimenticato film), per le lunghe vacanze di Natale, ai non sciatori o maniaci del sole e spiagge d‘inverno a tutti i costi, suggerisco alcuni itinerari interessanti.

Insieme all’anno di Leonardo, due anniversari importanti hanno determinato celebrazioni, convegni e mostre. Quello su Modigliani, cui Livorno ha dedicato una serie di iniziative e una bella mostra di cui ho già ampiamente scritto e l’anno dei Medici.

Quest’ultimo anniversario, doppio, per i 450 del Granducato e i 500 della nascita di Cosimo I e Caterina, merita una vista al nuovissimo Museo interattivo, sorto pochi mesi fa a Firenze in via de’ Servi tra il Duomo e l’Annunziata, una sorta di Bignami della dinastia fiorentina e una introduzione per la vista ai musei e palazzi loro simbolo del potere.

Nel Museo de’ Medici, sorto per iniziativa di privati, si possono cogliere i momenti più significativi della storia di Firenze, con il diorama della battaglia di Anghiari che salvò il Rinascimento, oltre a due preziose reliquie, il guanto della mano destra di San Pio V con la quale benedisse la flotta per la battaglia di Lepanto, nonché la pantofola del Papa che Cosimo dovette baciare il giorno dell’incoronazione.

Non meno interessanti gli aspetti imprenditoriali della famiglia come i documenti bancari della Banca de’ Medici e il Bando per la classificazione dei vini Doc, nelle cui ville sono ancora prodotti.
Da vedere senz’altro a Casa Martelli la Mostra Camilla Martelli Medici, sposa di privata fortuna “con quadri e documenti inediti sulla moglie morganatica (dopo la morte dell’amata Eleonora de’ Toledo), Camilla Martelli, in via Zannetti 8, in un elegante palazzo appartenuto alla nobile famiglia fiorentina e da una decina di anni acquistato dallo Stato.

Oltre alla mostra, dove si possono “leggere” momenti e vicende vita pubblica e privata dei Medici e dei Martelli, si possono ammirare le due “Sale a paese” di Niccolò Contestabile, cioè sul genere quadraturista in voga nel ‘700, anche se le origini erano molto lontane – addirittura di epoca romana; in analogia ricordo la Sala dell’Asse di Leonardo al Castello Sforzesco di Milano, riaperta per l’anniversario.

Se siete sempre in Toscana, da Firenze si può raggiungere con calma, perché altrimenti non se puote, attraverso la Val d’Elsa fiorentina e senese, che di per se è un quadro o anzi una quadratura, San Gimignano. Qui non vi sono anniversari ma un rinvenimento eccezionale: una scultura etrusca in un’area sacra in uso sino al II secolo a.C., analoga per fattezze e proporzioni alla celebre Ombra della Sera di Volterra, il cui nome suggestivo le venne dato dall’immaginifico Vate, quando la vide perché ricorda le forme allungate degli umani al far della sera.

La mostra Hinthial, molto ben allestita, si trova nel Museo Archeologico di San Gimignano, concepito per la maggior parte degli spazi, proprio per questa destinazione di mostre temporanee; esecro, e lo ripeto da anni, l’attitudine di taluni direttori ad organizzare mostre in musei o edifici sovraccarichi, con pannellature che nascondono quadri, boiseries, arredi importanti, o per lo meno occorrerebbe trovare il giusto equilibrio.

San Gimignano è molto ben tenuta, curata. Unico neo, ed è un male comune a tante città d’arte, la proliferazione di botteghe di oggetti-ricordo di scarso gusto e non autoctoni. Occorrerebbe dotare ogni Comune di un disciplinare, come fece Cosimo I per il vino, un bando per il “ricordino“ di qualità e anche per le insegne di suddette botteghe. La Storia non si può svilire o commercializzare, tenuto conto che chi si reca in questi luoghi è alla ricerca dell’armonia, del piacere e della Bellezza.

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