Trentacinque anni fa Livorno fu scossa da un fremito, misto di esaltazione e follia collettiva, tramutatasi poi presto in farsa, burla, quasi tragedia. Cosa successe a 100 anni dalla nascita del suo celebre e incompreso concittadino?

La direttrice di Villa Maria (un tempo villa privata, donata nel 1962 dai proprietari al Comune col vincolo della destinazione museale) volle dedicargli una mostra, anche se le opere erano poche e non tra le più note ed eccelse, ma a volte la ”fortuna” arriva al momento giusto come una benedizione dal cielo, o dal mare. Poiché proprio dal mare arrivarono, una dopo l’altra, tre teste “sorprendenti e commoventi”, come s’affrettarono subito a definirle tanti critici e storici dell’arte: prima tra tutti la sua curatrice, intervistata da tutto il mondo, e anche il più noto Giulio Carlo Argan.

Peccato che, poco tempo dopo, mentre tutti i media esteri celebravano il clamoroso e fenomenale ritrovamento, con lo stesso entusiasmo di 12 anni prima per i Bronzi di Riace, tutto si rilevò una burla o beffa, in ogni caso una perdita di immagine per i critici, gli storici dell’arte e per la città stessa.

Livorno, per il centenario della morte del suo più illustre concittadino (24 gennaio 2020), ha deciso di riscattarsi e lo fa alla grande con una eccezionale mostra di opere mai viste, provenienti da collezioni private tra cui quella del suo primo sostenitore e mecenate, Paul Alexandre, che lo lanciò a Parigi, e poi opere prestate da Jonas Netter che è considerato il più grande collezionista di Modì.

Si vedranno opere, tra i tanti dipinti e disegni, come “la Fillete en Bleu”, un quadro di grande dimensioni dipinto nel 1918 e “Elvire a’ la collerette” ritratto di un’italiana, Elvira, molto amata dagli amici parigini di Amedeo Modigliani e non solo, per la prorompente bellezza, una Monica Bellucci ante litteram. L’artista la dipinse più volte sia vestita sia nuda.

A corollario di questa straordinaria mostra su Modì, il cui titolo è “Modigliani e l’avventura di Montparnasse, Capolavori dalle Collezioni Netter ed Alexandre”, anche opere di Maurice Utrillo, di Derain e Kisilin. Così Livorno, come dice il sindaco Luca Salvetti, ha voluto rendere finalmente omaggio al suo più grande artista a 100 anni dalla morte, avvenuta precocemente a soli 36 anni. ”Un evento che per Livorno ha una valenza eccezionale, Modigliani torna nella sua Livorno. A 100 anni dalla sua morte siamo riusciti con gran coraggio a far tornare l’anima di Dedo nella sua città, Anima rappresentata dalle sue opere, le più belle, che per quattro mesi troveranno dimora nel Museo della Città.”

Il Museo della Città, inaugurato nell’aprile del 2018 e ricavato dal collegamento dell’ex chiesa dell’Assunzione e i Bottini dell’Olio (così chiamati i depositi dell’olio conservato in vasche, chiamate appunto “bottini”), si propone di diventare uno dei più importanti e dinamici musei nella variegata e pur straordinariamente ricca offerta della Toscana.

Interessanti anche i murales d’autore in via Pompilia dello street artist siciliano Ligama, dedicati alla compagna di Dedo, Jeanne, che lo seguì sino alla morte, mentre vicino alla sua casa natale, in via Roma 90, l’opera del parigino Arnaud Liard dal titolo: ”L’ame de Montparnasse”.

Non particolarmente incline ai tour per sole mostre, alcune molto enfatizzate ma nella sostanza deludenti, oppure allestite in già affollati e iconici musei, tanto da quasi mortificare i capolavori presenti, questa – aperta dal 7 novembre 2019 al 20 febbraio 2020 – merita un viaggio per la sua straordinarietà e per restituire anche il giusto e universale tributo al Maestro, le cui opere sono da sempre un inno alla vita e alla Bellezza.

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