L’incipit è folgorante. Immagini di sofferenza animale. Maiali, bestie, esseri viventi che urlano, straziati, amputati. Un ronzio di fondo proveniente dallo schermo di un pc. Lo svolgimento è tutto puntuto, scalettato, penetrante, per dar forma alla latente, sotterranea e ricorrente elaborazione di un lutto. Capacità vitale di Francesca Scotti (Bompiani) è il racconto della routine professionale della giovane avvocatessa Adele. Una che vince sempre anche difendendo quegli imputati accusati di maltrattamento animale. Ma qualcosa nel “privato” della ragazza va storto. E ci si mettono morettianamente il mare, l’acqua, le immersioni subacquee a far prorompere il racconto in tragedia. Romanzo succinto dalla scrittura laconica e algida, con una sospensione della protagonista sull’abisso oscuro tra destino e volontà. Del resto l’identità di Adele, una ragazza spigolosa, ordinata e scostante, lo richiede. E la Scotti ne disegna le traiettorie sensoriali con quelle sue brevi frasi descrittive che richiedono la tripartizione di sostantivi, aggettivi e verbi in un crescendo di cristallina essenzialità (“avvolta in un prendisole bianco, si stiracchia, sbadiglia, torna seria”; “intorno al sole è comparso un cerchio, sfuma in violetto, rosato, bianco”). Pochi salamelecchi emotivi, tanta fastidiosa distanza e incomprensione verso l’altro (dalla nonna materna la cui vita scema, dalla ragazzina orfana con cui crescere insieme, infine dallo scenario risolutore del tribunale). Capacità vitale è un’opera matura, distinta, intima, in un panorama di narcisi bizantinismi ipertrofici. Con un colibrì in copertina, come per l’altro romanzo di cui andiamo a parlare nella pagina successiva (Capacità vitale è comunque uscito un mese prima). Voto 7

Lo scaffale dei libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti, da Veronesi a McEwan

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Atene, il mistero del Partenone cela un grande segreto

next
Articolo Successivo

Watchmen è una serie ambiziosa. Con buona pace di Alan Moore

next