L’emendamento alla manovra sulla cannabis light è stato dichiarato inammissibile dalla presidente del Senato, Elisabetta Casellati. È nell’aula di Palazzo Madama è scoppiato il caos. Il vice presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, ha apostrofato un collega dei 5 stelle chiamandolo “drogato”. Il leghista Simone Pillon ha accusato la maggioranza di voler “vendere la droga ai bambini”. Due senatori del M5S, invece, hanno chiesto a Casellati di dimostrare che la scelta non sia stata frutto della “pressione della sua parte politica“. La presidente ha replicato spiegando che è stata una “decisione meramente tecnica“, aggiungendo: “Se ritenete questa misura importante per la maggioranza fatevi un disegno di legge”. “Pur rispettando la decisione e l’autonomia della Presidente del Senato, non posso non rimanere amareggiato. Il nostro intento, con l’emendamento portato avanti da Matteo Mantero non era quello di liberalizzare alcunché ma di regolamentare un importante settore produttivo del nostro Paese”, ha scritto su facebook il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

Il membro del governo ha spiegato: “L’emendamento avrebbe colmato un vuoto normativo e regolamentato un settore che, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione di giugno scorso, non ha più norme chiare e definite e rischia di mandare in tilt una filiera fatta di 3 mila aziende e 12 mila addetti. La canapa viene utilizzata in molteplici produzioni: fibre, biocarburanti, plastiche biodegradabili. Viene usata anche per la produzione di prodotti da forno come biscotti, pane e dolci”. Bisognerà però scrivere una legge ad hoc per regolamentare il settore.

La Lega ovviamente ha applaudito Casellati. “Ci tengo a ringraziare tecnicamente il presidente del Senato a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore”, ha detto Matteo Salvini. Casellati ha dichiarato inammissibili 15 norme: la tobin tax (che introduceva un’aliquota dello 0,04% su alcuni tipi di transazione finanziarie online), lo slittamento da luglio 2020 al primo gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia, il pacchetto sulla Consob, la tobin tax sulle transazioni finanziarie, la nomina di commissari straordinari per lavori infrastrutturali, le assunzioni nelle province, le modifiche allo sblocca Italia, alla legge annuale sulla concorrenza, lo stop anche alle assunzioni per su giustizia amministrativa, la cambiale digitale, l’educazione civica anelle scuole, le misure per l’informatizzazione dell’Inail e per l’Agenda digitale della pubblica amministrazione, la piattaforma per la notificazione digitale di atti e avvisi. Via le norme sull’organizzazione del ministero della giustizia, sul credito cooperativo di Bolzano e ovviamente sulla canapa. I lavori dell’Aula del Senato sono stati sospesi: la seduta è ripresa alle 16 e 35. Nel frattempo sui è riunita la commissione Bilancio di Palazzo Madama per valutare sotto il profilo delle coperture il maxiemendamento e le necessarie modifiche proprio alla luce dello stralcio delle norme.

Nel dettaglio l’emendamento sulla cannabis, presentato dai senatori Matteo Mantero e Francesco Mollame del M5s, recitava: “L’uso della canapa composta dall’intera pianta di canapa o di sue parti come biomassa è consentito in forma essiccata, fresca, trinciata o pellettizzata ai fini industriali, commerciali ed energetici”. Poi aggiungeva: “Il contenuto di tetraidrocannabinolo (Thc) nella biomassa di cui al precedente periodo non deve risultare superiore allo 0,5%”. Di conseguenza, quindi sarebbe cambiato anche la tabella del testo unico delle leggi sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope, nel quale viene specificato che rientra solo la cannabis con un contenuto superiore di Thc. Il testo disciplina anche la tassazione della canapa legale che sarà sottoposta a “imposta di fabbricazione” applicando al prezzo di vendita “le aliquote percentuali in misura pari a euro 12 per mille chilogrammi, per ogni punto percentuale di cannabidiolo (Cbc) presente nella biomassa”.

Niente da fare, però. È uno degli autori dell’emendamento dichiarato inammissibile ha preso la parola per protestare. “Questo è uno schiaffo in faccia a 3.000 agricoltori che producono la canapa industriale, quindi a 12mila famiglie”, dice il senatore Mantero del M5S. “Le chiedo di prendersi l’impegno di mettere in votazione alla prima data utile e dare una speranza a questi agricoltori”, ha affermato l’esponente dei 5 stelle rivolto a Casellati. Immediata la replica della president: “Se la maggioranza ritiene importante questa norma fatevi un disegno di legge“. E ancora Casellati ha replicato: “Lei ha detto che nuoce agli agricoltori, non è cosi. È un emendamento di natura ordinamentale e non potrebbe essere diversamente, laddove come lei sa si estende ad un ambito di applicazione della legge 242 del 2016” ha detto Casellati. A Casellati Mantero ha chiesto se la decisione “sia scevra da ideologia politica“. La presidente di Palazzo Madama ha replicato ancora una volta: “Le mie decisioni sono scevre da componenti politiche perché la decisione del presidente del Senato è meramente tecnica e prescinde da questioni di carattere politico”.

“Non vi è in alcun modo liberalizzazione del consumo di droghe, ma più semplicemente, e senza bisogno di ricorrere a inutili contrapposizioni ideologiche, si risponde alle tante imprese agricole che producono canapa nel pieno rispetto della legge e ai molti esercizi commerciali, spesso gestiti da giovani, attualmente gettati nell’incertezza da decisioni del precedente governo. Chiedo a tutti di smettere di strumentalizzare la questione parlando a sproposito di liberalizzazione e di concentrarsi piuttosto sui contenuti della manovra”, dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà.

Secondo alcune fonti di Palazzo Madama citate dalle agenzie di stampa l’emendamento è stato dichiarato inammissibile perché estende l’ambito di applicazione previsto da quella normativa anche alla vendita della canapa prevedendone, di fatto, la liceità. Per questo motivo è un tipo di intervento che non è tecnicamente possibile inserire in un comma della Legge di Bilancio – come prescritto dalla Corte Costituzionale – perché “disciplina in maniera del tutto innovativa” un intero settore dell’ordinamento. “Un intervento di questo tipo si può fare solo attraverso un apposito disegno di legge. E infatti in Aula il Presidente Casellati – così come si può riscontrare nel resoconto della seduta – ha invitato la maggioranza a utilizzare questo tipo di strumento legislativo, se il provvedimento viene ritenuto così importante”, aggiungono le stesse fonti della presidenza.

Fuori da Palazzo Madama Giorgia Meloni considera l’inammissibilità dell’emendamento come una “vittoria di Fratelli d’Italia. Una vittoria di chi si batte per una vita libera da ogni droga e che abbiamo condotto al fianco delle comunità terapeutiche, degli operatori del servizio pubblico e delle associazioni. La droga non è mai leggera o innocua e noi continueremo a ribadirlo in ogni sede”. Protestano i componenti dell’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, composto da circa 100 tra deputati e senatori di diversi gruppi: “La decisione della Presidente del Senato Casellati è gravissima perché l’emendamento era assolutamente attinente alla materia del bilancio, rispondendo alle esigenze finanziarie e produttive di un settore che coinvolge migliaia di produttori e di lavoratori. Troviamo molto scorretto l’atteggiamento del Presidente del Senato che dovrebbe invece rispettare sempre la terzietà del suo ruolo. A Casellati chiediamo fermamente di rivedere il suo giudizio e salvaguardare l’imparzialità che deve essere propria della seconda carica dello Stato”.

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