Stando ai dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a novembre il mercato auto nazionale ha fatto registrare una crescita del 2,2%. Dovuta soprattutto ad autoimmatricolazioni e al contributo sempre più incrementale del noleggio a lungo termine.

Le immatricolazioni il mese scorso sono state 150.587, contro le 147.386 del novembre 2018. Considerando invece il periodo gennaio-novembre, la flessione è invece dello 0,6%: 1.775.884 veicoli immatricolati contro i 1.786.170 dello stesso periodo dello scorso anno. Che a loro volta erano inferiori del 6,1% a quelli del 2017. Numeri che sostanzialmente confermano la stagnazione sperimentata finora sul nostro mercato, tra vendite altalenanti e risultati poco lusinghieri.

Il trend è dunque confermato anche per le cifre definitive, quelle di fine 2019. Ma quel che preoccupa, come appare chiaro dalle parole del presidente Unrae (l’associazione dei marchi esteri operanti in Italia) Michele Crisci, è l’anno che verrà: “Il 2020, con l’entrata in vigore dei nuovi limiti europei alle emissioni di CO2 e delle relative sanzioni, sarà un anno estremamente critico per le Case Auto già impegnate a sostenere investimenti miliardari per la elettrificazione e l’automazione. In questo contesto, con una domanda debole e volatile, il quadro normativo italiano aggiunge incertezza a incertezza, nella assoluta mancanza di un approccio strategico coerente e di un orizzonte – se non di lungo – almeno di medio periodo. Si susseguono proposte di provvedimenti scoordinati e incongruenti privi di una visione d’insieme, senza nessun coinvolgimento degli operatori di settore se non a cose fatte, con una tecnica “per tentativi” che scatena il panico per poi dichiarare la massima apertura al dialogo e tornare sui propri passi”.

Per quanto riguarda le alimentazioni calano ancora i motori diesel (-16,4%), confermando un’involuzione che dall’inizio dell’anno è del 22,6%. Crescono invece quelli a benzina: +5% a nvembre e +44% nei primi 11 mesi. In flessione il GPL (-8,2%), bene il metano (+108%). Sul fronte batterie, nondimeno, si fanno notare le performance di ibride ed elettriche: le prime sono cresciute del 40% a novembre, arrivando a valere il 7,5% del totale, mentre le seconde addirittura del 130% con 9.722 veicoli a zero emissioni immatricolati da inizio anno. Il che significa molto probabilmente “sfondare” la soglia psicologica dei 10 mila pezzi a fine anno.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Auto, quella di proprietà è ancora importante. Ma in futuro lo sarà sempre meno

next
Articolo Successivo

Auto elettriche e ibride, IVA agevolata al 4% per i disabili. E l’RC Auto diventa familiare

next