“Siamo in guerra!” dichiara oggi, finalmente, il ministro Sergio Costa alla notizia del secondo incendio in pochi mesi dell’impianto Stir di S. Nicola La Strada (Caserta) che segue di un giorno il secondo incendio dello Stir di Casalduni (Benevento).

Ogni rogo enorme di questi impianti equivale a migliaia di piccoli roghi che caratterizzano ancora la nostra Terra dei Fuochi e rappresentano un vero atto di guerra e di terrorismo grave, come importanti magistrati – come Roberto Rossi della Dda di Bari, impegnato da sempre in prima linea nella lotta ai flussi di rifiuti tossici transfrontalieri – hanno dichiarato da tempo. Il danno alla salute pubblica diventa sempre maggiore in una regione che già vede riconosciuto a 1,8 milioni di cittadini su sei complessivi un incremento medio del 9% di tutti i tipi di cancro e un incremento costante di tutte le patologie e cancro infantile (progetto Sentieri Iss). Meno male che Terra dei Fuochi in Campania era solo una “fake news” che danneggiava solo la buona reputazione delle mie pummarole!

Ma per comprendere la reale gravità di questa guerra terribile dobbiamo finalmente comprendere le reali dimensioni del problema. Non vogliamo comprendere in tutta Italia quanto sia grande e grave questa guerra in corso! Ogni cittadino campano non produce ogni giorno soltanto 1,2 kg di rifiuto urbano (Ispra 2017) ma produce anche circa 3,6 kg di rifiuto industriale legalmente dichiarato, per un totale da riciclare o smaltire ogni giorno non inferiore quindi a 4,8 kg/procapite/die.

Questa cifra reale, di per sé già enorme per fare comprendere la reale entità della “guerra dei rifiuti” in atto, è priva ancora della quota più lucrosa e mortale che giustifica questa guerra così cruenta in atto ormai da molti decenni nella mia terra: la quota di rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale e quindi da smaltire illegalmente in qualche modo.

Di norma questa terza parte di rifiuto prodotto ogni giorno dalle attività manifatturiere viene sovrapposta ai rifiuti urbani corrompendo ditte o addetti e oggi “infiltra” e causa il rogo anche degli impianti. Stiamo parlando, in base a stima Dda, di non meno del 47% di attività manifatturiera in nero in Campania. Quindi una cifra non inferiore ai 1,8 kg/procapite/die di rifiuto in nero da smaltire illegalmente (maggiore di circa un terzo di tutti i rifiuti urbani prodotti) porta la reale quota di rifiuti da riciclare o smaltire ogni giorno in Campania a una cifra non inferiore a 6.6 kg/procapite/die.

Con zero impianti per rifiuti industriali da sempre, mentre disponiamo del più grande inceneritore di Italia che vale sette inceneritori medi europei! E ne vogliono fare un altro enorme per fare sparire ancora meglio qualunque prova delle infiltrazioni della terza quota di rifiuto, quello in evasione fiscale. I rifiuti urbani sono “soltanto” 1.2 kg su un totale reale di almeno 6.6 kg!

La Campania, come El Alamein per la seconda guerra mondiale, è solo lo scenario più mediatico e strategico di questa micidiale guerra italiana dei rifiuti che si combatte ogni giorno. La vera guerra mortale si fa sul fronte di nord est oggi e fa molti più morti in Lombardia e Veneto come allora in Russia. Infatti i soli 1.27 kg di rifiuti urbani prodotti in Lombardia (Ispra 2016) si sommano alla produzione di oltre 29 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti industriali legalmente dichiarati (tutti i rifiuti urbani di Italia sono 29 milioni di tonnellate l’anno!). Ciò determina quindi che ogni cittadino lombardo deve preoccuparsi del riciclo e del corretto smaltimento di non meno di 1,27 più 8,2 kg/procapite/die di soli rifiuti industriali “legali”: totale 9.47 kg.

Dal momento che la gravissima evasione fiscale media in Italia non è inferiore al 30% di tutte le attività manifatturiere, ne consegue che ogni cittadino lombardo ogni giorno produce e si trova a dovere preoccuparsi del corretto riciclo e smaltimento di non meno di 1.27 kg di rifiuto urbano più 8,2 kg di rifiuto industriale “legale”, ma anche di non meno di circa 2.7 kg di rifiuto industriale proveniente da attività manifatturere illegali e che quindi dovrà essere smaltito in modo occulto, magari stoccandolo e poi incendiando i capannoni. Totale, non meno di 12 kg di rifiuto procapite ogni giorno.

Queste sono le reali dimensioni della terribile guerra dei rifiuti in atto! E poiché abbiamo un ministro Generale dei Carabinieri e vogliamo finalmente combattere l’evasione fiscale delle attività manifatturiere, la micidiale “guerra dei rifiuti” delle Terre dei Fuochi ha ripreso vigore.

Nel settembre 2013 nel Parlamento italiano sono stato il primo e sinora unico medico ad avere affermato con chiarezza che se non cominciavamo ad affrontare la guerra dei rifiuti in modo corretto e cioè parlando del reale totale di rifiuti prodotti ogni giorno in Italia – quindi non meno di 5.5 kg per ogni cittadino campano di cui almeno 1.8 da smaltire illegalmente e circa 12 kg procapite die per ogni cittadino lombardo, di cui non meno di 2.7 kg da smaltire illegalmente in qualche modo – non avremmo mai non solo potuto vincere ma neanche capire la gravità della “guerra dei rifiuti” che ogni giorno si combatte in Italia, e che vede uccidere ogni giorno non meno di 1.8 milioni di cittadini su sei soltanto nella mia regione!

Dopo quelle dichiarazioni fui deferito alla Dda, perché dichiaravo cose troppo gravi o troppo stupide in grado di allarmare in eccesso l’opinione pubblica. Le mie dichiarazioni, riportate in tanti post e anche su questo giornale, sono state ascoltate e seguite con attenzione dalla magistratura inquirente.

Si vuole costringere il governo e il generale Costa a smettere di combattere la grande evasione fiscale e continuare a non controllare i flussi dei rifiuti – soprattutto industriali – prodotti in evasione fiscale. E’ guerra vera!

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