In questi giorni, per chi come me abita in zona San Siro, si vive un momento di grande fermento. Ci si incontra, si parla, ci si confronta su quale sia il futuro migliore per la nostra zona, dopo la presentazione dei progetti di Milan e Inter per il nuovo stadio.

In un primo momento si sono sentite più forti le voci di quelli che a gran voce hanno gridato che il Meazza non si tocca, che il quartiere non ha bisogno di riqualificazione, che non occorre fare nulla se non, al massimo, ristrutturare lo stadio esistente. Ma piano piano hanno iniziato a emergere anche le voci di coloro che invece sono stanchi di vivere in una zona che è priva di servizi, che di fronte alla case di via Tesio ha solo enormi spiazzi di cemento, dei parcheggi e un parchetto mal tenuto, e che spera in un forte investimento per riqualificare l’intero quartiere.

Nasce così il comitato “Progetto San Siro”, che incontrerà i cittadini e le istituzioni in un’assemblea pubblica lunedì 28 ottobre 2019 alle 20 presso Hippodrome, in Piazzale dello Sport 6, Milano. Il comitato ha anche aperto un sito (www.progettosansiro.it) dove spiega il suo intento – che non è quello di dire Sì a prescindere ai progetti presentati, ma che, partendo da quelli e dagli investimenti che le due squadre hanno deciso di mettere in campo, vede una preziosa opportunità di riqualificazione del quartiere San Siro e dell’intero Municipio 7.

Un’occasione da non perdere, che però va portata avanti nel rispetto dei diritti dei residenti: con il mantenimento della giusta distanza dello Stadio dalle case (almeno 100 metri), nuovi servizi generali e sportivi per la zona e per tutti i giovani e meno giovani che vi parteciperanno, più verde e sistemazione e potenziamento della viabilità, oggi totalmente compromessa nei giorni delle partite, con il prolungamento della linea M5 fino a Settimo Milanese e il sottopasso Patroclo sino alle tangenziali, in modo che i tifosi possano arrivare ai nuovi parcheggi sotterranei o coi mezzi o con le auto, ma senza invadere le vie limitrofe allo stadio.

Un ripensamento dell’intero quartiere, studiato per mantenere e migliorare il tessuto connettivo della zona, e con un nuovo stadio che abbia basso impatto ambientale, più limitazioni acustiche e che offra ai tifosi un’esperienza di visione e partecipazione molto più moderna e di impatto.

Certo ci vogliono tutte le garanzie che un progetto del genere, una volta partito, arrivi fino in fondo e che abbia a cuore non solo la costruzione del nuovo stadio ma anche una visione di insieme dell’intero quartiere. Ma siamo sicuri che lavorando tutti insieme – Comune, squadre e cittadini – si potrà portare alla nostra città un altro progetto che con il tempo contribuirà a rendere Milano ancora più all’avanguardia di quello che è oggi, confermando la sua natura di città dal volto internazionale e al passo coi tempi.

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