Commento alla sentenza del Tar sull’Uomo Vitruviano del gruppo Beni culturali di Italia Nostra

L’iniziativa di Italia Nostra ha avuto il merito di sollevare con decisione un problema reale, quello dei prestiti e della movimentazione delle opere d’arte che inevitabilmente mettono a rischio i nostri beni.

La sentenza del Tar, pur acconsentendo al prestito dell’Uomo Vitruviano, ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni di preoccupazione e allarme alla base del ricorso di Italia Nostra e, infatti, in più punti richiama i responsabili ad adottare tutte le precauzioni del caso.

La sentenza però omette di commentare sulle conseguenze dell’ulteriore esposizione alla luce del disegno al Louvre, dopo che l’Uomo Vitruviano era stato già esposto alle Gallerie dell’Accademia nella mostra “Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo” (Venezia, dal 17 aprile al 14 luglio 2019). Per compensare la doppia esposizione, le Gallerie dell’Accademia si vedranno costrette a tenere al buio il disegno per molti anni, con grave pregiudizio per le proprie collezioni.

Italia Nostra è da sempre contraria alle ingerenze politiche rispetto ai pareri tecnici e si domanda se la diplomazia culturale sia effettivamente una modalità eticamente e democraticamente corretta di utilizzo delle opere d’arte. Dispiace anche che su questioni del genere si sia dovuti ricorrere al giudizio della magistratura amministrativa invece di affidarsi ai tecnici e in particolare al Comitato di settore del MiBACT.

Con l’occasione Italia Nostra solleva un altro problema di ordine generale: quello della tutela e valorizzazione degli archivi e la fruizione dei disegni o documenti in essi conservati. Esiste un enorme giacimento di autentici tesori, spesso dimenticati, abbandonati ed esposti al degrado che non ricevono le dovute attenzioni.

Gruppo di lavoro dei Beni culturali di Italia Nostra

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