È morto a 69 anni il fumettista giapponese Hideo Azuma, conosciuto in Italia come autore dei manga Pollon e Nanà Super Girl, in un ospedale di Tokyo, per le complicazioni di un tumore. L’annuncio della scomparsa, che risale allo scorso 13 ottobre, è stato dato per volontà della famiglia a funerali privati avvenuti. Nato nel 1950 nell’Hokkaido, Azuma si trasferisce a Tokyo come assistente del mangaka Rentaro Itai, debuttando poi nel 1969. Il genere più esplorato da Azuma è quello nonsense fantascientifico con manga come “Futari to gonin” (Due ragazzi e cinque vicine di casa), “Yakekuso tenshi” (Un angelo disperato), “Parallel kyoshitsu” (La pazza aula parallela), “Fujori nikki” (Diario assurdo). Le più famose sono “Nanako Sos” e “Olympus no Pollon” di cui sono nati gli omonimi cartoni animati “Nanà Super Girl” e “C’era una volta Pollon”.

Con “Diario assurdo” nel 1979 Azuma ha vinto il premio Seiun come miglior manga di fantascienza, un riconoscimento importante che ha segnato in maniera rilevante la sua carriera. Negli anni Ottanta Azuma ha scelto volontariamente una vita da senza fissa dimora, con giornate passate tra bevute e lavoretti saltuari, dimenticato da tutti, nonostante la fama delle sue opere. Negli anni più recenti ha Azuma ha ottenuto apprezzamento della critica grazie al manga “Il diario della mia scomparsa” (in edizione originale è apparso nel 2005), pubblicato in Italia quest’anno da J-Pop e recentemente insignito del Premio Gran Guinigi 2019 per la riscoperta di un’opera, promosso da Lucca Comics.

Il diario della mia scomparsa” è un opera autobiografica che ripercorre le tappe della sua depressione: l’improvvisa sparizione e il tentato suicidio, la vita da clochard e quella da operaio, l’alcolismo e il ricovero forzato in ospedale. Azuma è stato inoltre illustratore nel genere dei manga ‘lolicon’ (lavori con ragazze in situazioni di soffuso erotismo).

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Rafael Nadal si sposa, Roger Federer: “Non sono stato invitato al matrimonio”

prev
Articolo Successivo

Live Non è la D’Urso, Barbara a Pupo: “Ho letto che eri malato di sesso”. Lui replica: “Io ho letto che tu non lo fai da anni”

next