L’annuncio del ritiro dei mille militari statunitensi dalle aree di confine con la Turchia e la conseguente offensiva di Ankara nel nord-est del Paese hanno di nuovo cambiato gli equilibri tra i protagonisti del conflitto che da 8 anni strazia la Siria, fino al 2011 considerato il Paese più stabile del Medio Oriente e diventato il campo di battaglia di una guerra cui partecipano le principali potenze mondiali.

Nei mesi passati la priorità del governo di Damasco era stata quella di infliggere il colpo finale alle ultime sacche di resistenza dello Stato Islamico, con le battaglie nell’area di Deir Ezzor, in particolare nella città di Baghuz, e portare avanti l’offensiva anti-jihadista nella provincia di Idlib. Scontri che avevano relegato in secondo piano i colloqui di pace tra le varie fazioni: il regime di Bashar Al Assad supportato dalla Russia e dal resto della cosiddetta Mezzaluna sciita (Iran e Hezbollah), le fazioni ribelli e la coalizione occidentale a guida americana, di cui hanno fatto parte anche le milizie a prevalenza curda delle Syrian Democratic Forces (Sdf) che hanno combattuto sul terreno contro lo Stato Islamico in Siria.

Oggi, con l’offensiva voluta da Recep Tayyip Erdoğan, la questione delle parti in gioco, delle nuove alleanze, dei giochi di potere dei Paesi coinvolti, direttamente o indirettamente, nel conflitto torna d’attualità. Ed è quindi necessario provare a fare chiarezza.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista
Articolo Precedente

Siria, curdi e Turchia si accusano a vicenda di violare la tregua. Erdogan: “Se non se ne vanno, spacchiamo loro la testa”

next
Articolo Successivo

Svizzera, Gunvor condannata a pagare 85 milioni: “Non ha prevenuto il rischio corruzione nelle compravendite di petrolio”

next