Il daspo ai commercialisti e la tassazione del contante sono “fake news”. E allo studio non c’è neanche il carcere per gli evasori. In audizione davanti alle commissioni Finanze il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, fa il punto sulla nascente legge di Bilancio e apre un caso nel governo. Nel pomeriggio infatti arriva la replica del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “Nel governo c’è sicuramente una proposta per il carcere ai grandi evasori”, sottolinea il Guardasigilli. Anche perché il primo a varare la linea dura contro i grandi evasori è stato il premier Giuseppe Conte: “Sono favorevole al carcere“, ha detto il presidente del Consiglio il 22 settembre alla festa della Cgil. Tre giorni dopo lanciava il “patto degli onesti” come faro della nuova manovra, chiedendo di inasprire le pene per i grandi evasori.

Un concetto che Conte ha ribadito anche il 7 ottobre, nell’ultimo incontro con i sindacati sulla manovra, a cui era presente anche Gualtieri. Durante la riunione, il premier ha chiarito che il contrasto duro all’evasione “è l’unico principio che secondo noi ci consentirà di poter efficacemente alleggerire la pressione fiscale. Ora invece il titolare del Mef, di fronte alle commissioni, dice che il daspo per i commercialisti “non esiste” e aggiunge che anche le manette agli evasori “non sono allo studio”, ma “ci sarà più contrasto alle evasioni e frodi con le tecnologie esistenti”.

Il ministro Bonafede è intervenuto, chiarendo invece che una proposta per il carcere ai grandi evasori è invece sul tavolo, mentre sulle dichiarazioni inerente al daspo ha tagliato corto: “Preferisco non commentare”. Così come ha aggiunto: “Non so che domanda sia stata posta al ministro dell’Economia, non so se si riferisse a tutti gli evasori”. Un tentativo di non aprire una nuova polemica interna al governo.

Il discorso di Gualtieri
I commercialisti – ha proseguito Gualtieri davanti alle commissione Finanze di Camera e Senato – sono una categoria molto importante, con cui contiamo di avere un rapporto molto proficuo come sulla questione degli Isa. Non considereremo sperimentali e facoltativi gli Isa, ma si adotteranno tutte le iniziative per assicurare la loro corretta applicazione”. Tra le “notizie fasulle” finisce anche la tassazione del contante: “Non intendiamo affatto farlo”, spiega il ministro specificando che invece “occorre rafforzare e incentivare la transazione ai pagamenti a livello digitale”.

Tra le linee programmatiche ‘reali’, il titolare del Tesoro inserisce invece l’avvio, nel prossimo triennio, di “un’efficace revisione della spesa e riordino delle agevolazioni fiscali e più in generale il cantiere, in un proficuo, profondo e intenso rapporto con questa commissione, di revisione delle norme fiscali a partire dall’Irpef”. Lo definisce un “obiettivo ambizioso” da portare avanti in “raccordo tra governo e Parlamento”.

Il fisco “va modulato per avvantaggiare i redditi medio bassi” e in questa prospettiva è escluso che il governo giallorosso porti avanti l‘ampliamento della flat tax ai redditi fino a 100mila euro, previsto dallo scorso esecutivo. La flat tax è “incompatibile con welfare pubblico universale”.

L’Italia, aggiunge, “ha appena chiesto alla Commissione europea di presentare una direttiva su una tassazione minima effettiva” delle multinazionali, in particolare i colossi del Web che spostano profitti verso giurisdizioni favorevoli. “Siamo molto vicino chiudere un accordo di cooperazione rafforzata a livello europeo – spiega – per una tassa sulle transazioni finanziarie che si configura come sostanziale conferma del modello già in vigore” in Italia. Novità anche sulle frodi carosello: “Stiamo lavorando in Europa per il passaggio al regime definitivo sull’Iva che eliminerebbe le opportunità”, afferma.

Confermando oltre 2 miliardi sul fondo di garanzia delle Pmi nel triennio, il ministro dell’Economia ha poi spiegato che per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, “l’obiettivo del disinnesco delle clausole di salvaguardia verrà attuato contestualmente a un alleggerimento della pressione fiscale sui redditi medio-bassi, a partire del cuneo” fiscale sul lavoro. “Noi prevediamo una riduzione della pressione fiscale non solo nel tendenziale, ma anche rispetto all’anno in corso”, ha specificato.

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