“Noi venerdì 27 non soltanto saluteremo gli studenti che parteciperanno alla manifestazione per l’ambiente. Io la considero una bellissima iniziativa, è in realtà la lezione più importante che i ragazzi possano frequentare”. Sostiene l’iniziativa dello sciopero globale per il clima Lorenzo Fioramonti, che a margine della presentazione della Notte europea della Ricerca al Miur – il 27 settembre in 116 città italiane – annuncia anche la partecipazione simbolica del Ministero dell’Istruzione all’iniziativa, che chiuderà la settimana sul clima WeekForFuture. “Qui al ministero lanceremo un banner che verrà messo sulla facciata del palazzo per raccontare la nostra dedizione alla lotta fattiva contro i cambiamenti climatici”, ha aggiunto Fioramonti, da sempre attento alle questioni ambientali e che nel 2009 ha realizzato con la moglie Janone Schall-Emden un documentario sulla crisi ecologica.

“Vorremmo utilizzare la scuola, l’università e la ricerca – ha continuato – per una missione collettiva di collaborazione contro i cambiamenti climatici. Inoltre ospiteremo numerose scuole al Miur per raccontare i loro progetti di transizione ecologica, di efficientemente energetico e tutto ciò che ha a che vedere con la tutela e la salvaguardia dell’ambiente”.

E se Fioramonti accoglie favorevolmente lo sciopero degli studenti il 27, saranno oltre un milione i ragazzi che scenderanno per le strade di New York venerdì 20 settembre, prima giornata della WeekForFuture: il dipartimento per l’Istruzione ha inviato circolari nelle scuole per specificare che gli studenti – oltre un milione in città – che decideranno di “disertare” le lezioni per scendere in strada saranno giustificati, come ha annunciato lo stesso sindaco Bill de Blasio. Dovranno comunque portare una giustificazione firmata dai genitori. In Italia, invece, gli scioperi si terranno venerdì 27.

Greta in Usa per il summit Onu – Quello del 27 settembre sarà il terzo sciopero globale lanciato dai gruppi di Fridays For Futuremovimento avviato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg -, dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio che hanno coinvolto milioni di giovani in tutto il mondo, Italia compresa. La data del 27 chiuderà la settimana del clima, organizzata volutamente in concomitanza col Climate Action Summit 2019 dell’Onu, a New York lunedì 23 settembre. Un evento che riunirà capi di stato e di governo, multinazionali e ong intorno alla crisi climatica globale.

La settimana di iniziative messa a punto da Fridays For Future prevede 2400 eventi – sit-in, cortei, concerti, assemblee – in oltre 115 paesi e mille città. Come ogni venerdì, anche il 20 ci sarà la mobilitazione di milioni di giovani e non solo contro la crisi climatica. A New York ci sarà anche Greta, simbolo della lotta al cambiamento climatico che ha deciso di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi totalmente ai suoi impegni in giro per il mondo. A fine agosto è arrivata nella città Usa a bordo della barca a vela a impatto zero di Pierre Casiraghi proprio per partecipare al summit dell’Onu e chiuderà la settimana scioperando a Montreal, in Canada. Il 21 è lo stesso giorno è dedicato al World Clean Up Day, dove i volontari ripuliranno alcuni luoghi degradati. Nella Ue gli attivisti chiederanno simbolicamente ai governi un pagamento di 10 euro all’ora per per la rimozione della spazzatura. Domenica 22 settembre ci sarà la Giornata senza auto (#CarFreeDay) con la manifestazione delle biciclette (#BikeStrikes).

Climate Action Summit 2019 – La conferenza Onu sarà preceduta sabato 21 settembre dallo UN Youth Climate Summit, il vertice dei giovani sul clima. Saranno presenti oltre 500 giovani da tutto il mondo, scelti dalle Nazioni Unite come leader nei loro paesi della lotta alla crisi climatica. Anche qui sarà presente Greta, mentre l’Italia sarà rappresentata da una giovane attivista del movimento Fridays for Future, la romana Federica Gasbarro, 24 anni, studentessa di biologia. Al summit ci saranno anche Giuseppe Conte, e il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S). “Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – si legge nel sito dell’Onu – chiederà a tutti i leader di venire a New York il 23 settembre con piani concreti e realistici per accrescere i loro contributi nazionali al 2020 (gli Ndc, gli impegni di ogni paese per tagliare i gas serra, presi nell’ambito dell’Accordo di Parigi, ndr), in linea con l’obiettivo di ridurre del 45% le emissioni di gas serra nel prossimo decennio e di arrivare a zero emissioni nette al 2050. Per essere effettivi e credibili, questi piani non possono puntare solo alla mitigazione. Essi devono mostrare la strada verso una completa trasformazione delle economie, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

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