“Facciamo passare davanti i bimbi e le mamme e i papà e fra i bimbi c’è anche Greta, se non sbaglio (…). Greta è questa splendida ragazza con i capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma. Mai più bambini rubati alle loro famiglie. Mai più bambini rubati alle mamme e ai papà. Mai più bimbi come merce”. Matteo Salvini ha chiuso il suo intervento sul palco di Pontida portando sul palco alcuni bambini con i genitori e uno striscione con l’hashtag #bambinistrappati. Un riferimento che rimanda alla vicenda di Bibbiano, comune in provincia di Reggio Emilia finito nel mirino per l’inchiesta Angeli e demoni su presunti affidi illeciti. Salvini non ha specificato la provenienza della ragazzina, anche se ancora il giorno successivo in un’intervista ha parlato di “mamme coi bambini di Bibbiano sul palco di Pontida”. Intanto si è scatenato un cortocircuito che ha portato stampa a media ad associarla all’indagine emiliana. Un’ipotesi poi smentita definitivamente il 16 settembre da fonti della magistratura riportate dall’Ansa e il 17 settembre dalla Provincia di Como. Il quotidiano, infatti, si era occupato della vicenda della ragazzina, che parte da un comune del Comasco governato dalla Lega.

Il palco di Pontida e la storia di Greta– A fianco di Salvini, durante l’intervento conclusivo di domenica 15 settembre e mentre chiama sul palco i bambini, c’è Lucia Borgonzoni, candidata leghista alla presidenza della Regione Emilia Romagna, che nel giorno della fiducia a Conte indossava una maglietta con la scritta “Parliamo di Bibbiano”. Greta è la ragazzina dai capelli rossi che resta in piedi vicino allo striscione e non, come è stato raccontato da alcuni media, la bimba che a chiusura del comizio è in braccio a Salvini. Quella è Mirta, che l’ex ministro ha avuto dall’ex compagna Giulia Martinelli e che viene spesso ritratta di spalle nei suoi post sui social. Fin da subito, però, è rimbalzata la notizia che Greta fosse di Bibbiano.

Su Twitter, il giorno dopo il raduno leghista, il leader del Carroccio ha scritto un post accompagnato dalla foto di Greta e della mamma: “Ringrazio questa mamma e questa bimba, che hanno avuto coraggio: Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni italiani. Greta per fortuna è tornata a casa, altri ancora no”. E anche in questo caso non ha specificato che la ragazzina fosse legata al caso del comune nel Reggiano. Lasciando però spazio a ogni interpretazione. A chiarire il punto anche la stessa Borgonzoni lunedì sera a Otto e mezzo su La7: “La bambina salita sul palco di Pontida – ha detto – è figlia di genitori di un’associazione che ci ha chiesto di salire sul palco e portare la loro testimonianza. E il nostro palco sarà sempre aperto alla gente e ai cittadini”.

Sempre lunedì il 16 settembre, in serata, l’Ansa – come aveva anticipato Selvaggia Lucarelli – scrive che Greta e la madre non sono coinvolte nell’inchiesta di Bibbiano. Oggi, però, a risalire sulla provenienza della ragazzina è la Provincia di Como: la bimba, si legge sul quotidiano, “è stata “portata via” ai genitori dai servizi sociali di un’amministrazione a guida leghista”. Si tratta di un Comune non meglio precisato della Bassa comasca e di un caso di cui il giornale si era occupato. La vicenda è iniziata un paio d’anni fa, quando il padre della bambina “ha depositato un ricorso per chiedere la decadenza dell’ex compagna dalla responsabilità genitoriale“. Da lì si è innescato un procedimento che ha portato la bambina in comunità. Fino a quando, appunto, non è tornata dalla madre “dopo essere passata da due comunità a Como e in provincia di Varese“. Interpellato su 7Gold rispetto alle critiche sulla strumentalizzazione dei bambini, Salvini ha risposto: “Ieri a Pontida c’erano le mamme coi bambini di Bibbiano. Strumentalizzazioni? Chi se ne frega. Se qualcuno ruba i bambini alle loro mamme e ai loro papà è quello il delinquente. Io voglio gridare da papà che è uno scandalo che ci siano decine di migliaia di bambini portati via alle loro famiglie per fare quattrini. Quelli sono i delinquenti. Non una, ma cinquanta bambini sul palco, perché quelli sono il futuro e guai a chi ruba i bambini alle famiglie per un interesse economico”.

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