Entra senza alcuna presentazione Roger Waters: “Buongiorno, sono molto felice di essere qui”. Bastano poche parole in italiano (“tutto quello che so dire”) al genio ex Pink Floyd per incantare ogni sguardo nella sala gremita della conferenza stampa veneziana. Waters è alla Mostra fuori concorso con Us + Them, il film dell’omonimo e straordinario tour che ha codiretto con l’americano Sean Evens, un “film necessario perché quel tour di concerti ha contenuti che superano la musica e penso vadano divulgati il più possibile”, spiega il mitico musicista da sempre – e più di sempre – impegnato sul fronte dei diritti umani, sociali e politici. E in tal senso è immediato nella sua reazione alla fuoriuscita di Matteo Salvini dal governo italiano: “Non sono un esperto di politica italiana ma grazie a Dio se n’è andato. In Europa dilaga il neofascismo, noi abbiamo Boris Johnson che non è certo meglio; questa gente soffoca i popoli alla gola solo per preservare il proprio potere, e se non agiamo subito e collettivamente per resistere al sovranismo non ci sarà più nulla da lasciare ai nostri figli”.

Festeggiando oggi 76 anni magnificamente portati, Roger Waters annuncia anche di aver “finalmente finito di scrivere testi e fare film pensando a suo padre”, che “per quanto vero eroe di altissimi principi”, sarebbe cosciente della necessità del figlio di concentrarsi altrove: “Oggi abbiamo emergenze umanitarie gravissime, che naturalmente nascono da scellerate scelte politiche. Dobbiamo riparare i danni facendo appello alla Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948: da lì dobbiamo partire e non arrenderci contro chi vuole semplicemente tornare alla schiavitù”. E stoccate arrivano immediatamente verso i “nuovi Pigs, specie nella sua martoriata madrepatria alla vigilia della Brexit”: “Churchill lo era e Johnson è anche peggio, essendo ignorante”.

Il tour mondiale Us + Them che ha raccolto un pubblico di milioni di persone alternando classici dei Pink Floyd e brani del nuovo album Is This The Life We Really Want? è show di rock esplosivo, visionario e potente, costellato dai consueti messaggi/simboli politici e umanitari della band britannica. Ma uno degli aspetti straordinari è arrivato proprio dal pubblico inquadrato in prima fila: tutti giovanissimi che cantavano le canzoni dei Pink Floyd come fossero della loro generazione, sintomo di quanto ancora la loro musica – e quella nuova di Waters – sia pregnante e significativa alle loro orecchie. “Sono felice che abbiate notato questo aspetto, voglio che i ragazzi continuino a fare le file per i concerti, a vivere della nostra musica, perché abbiamo disperatamente bisogno che i giovani siano contagiati da buone idee, e non solo dagli iPhone”.

Quanto al tema dei migranti e rifugiati nel mondo, per quanto si dichiari non esperto, la grande rockstar è lapidario: “Noi europei, Homo Sapiens, deriviamo dagli africani, sono nostri fratelli dai quali i sistemi nazionalisti ci hanno separato. Oggi loro e non solo sono disperati e si trovano a fluttuare raminghi per questi mari come fossero liquidi osmotici nella speranza di una salvezza. Noi abbiamo verso di loro dei doveri fraterni. È chiaro che la solidarietà reciproca non crei profitto, molto più conveniente è promuovere le guerre che arricchiscono i ricchi. Come vi dicevo, i Pigs non sono cambiati, purtroppo”. Il film uscirà nelle sale come evento speciale dal 7 al 9 ottobre.

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