di Andrea Taffi

Il Tribunale di Locri revoca il divieto di dimora a Mimmo Lucano e l’ex sindaco di Riace può tornare nella sua città. È una notizia di per sé positiva, ma, in questo particolare momento politico (la nascita del nuovo governo giallo-rosso) lo è ancora di più.

Mimmo Lucano aveva fatto del modello Riace il prototipo della corretta e umana gestione del fenomeno (difficile e controverso) dell’immigrazione e dell’accoglienza ai migranti in fuga da guerre e povertà. La magistratura inquirente sostiene che non è così e ha contestato a Lucano (tra gli altri) il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Vedremo come si concluderà il processo. La politica, quella che faceva capo a Matteo Salvini, ministro degli Interni, aveva tratto forza e giustificazione dai provvedimenti della magistratura, decretando la fine del modello Riace. Ma adesso, c’è un nuovo governo e una nuova ministra degli Interni (Luciana Lamorgese) che non la pensa come Salvini, e che crede che (nell’avvio rispetto delle regole) sia possibile una gestione positiva dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Se è vero che con l’insediamento del governo giallo-rosso il vento è cambiato, la notizia della revoca del divieto di dimora a favore di Mimmo Lucano e il suo ritorno a Riace rappresenta l’occasione più semplice e dirompente che poteva capitare per dimostrare che sull’accoglienza Matteo Salvini (ma non solo lui, ahimè) si sbagliava di grosso. E tuttavia (secondo me) non basta che il modello Riace sia riabilitato, ricostituito ed esportato; è necessario, infatti, che si vada anche oltre, oltre i confini italiani, oltre il Mediterraneo, sino in Libia e, ove possibile, si ridiscuta lì la inumana gestione dei migranti in attesa della traversata verso l’Italia. E poi ci sono le ong, che non sono nemiche, che non sono taxi del mare, ma organizzazioni fatte di donne e uomini che aiutano altre donne e altri uomini in difficoltà.

Gioiamo, dunque, del ritorno di Mimmo Lucano a Riace e (ognuno per il proprio ruolo, compito e potere) usi questa bella notizia per dire che l’Italia è un paese che accoglie e che fa dell’accoglienza organizzata e gestita il proprio fiore all’occhiello; che non è razzista; che non ha paura dei migranti, perché non sono un pericolo bensì (ove ben gestiti) una risorsa. Partiamo quindi da Riace per dimostrare all’Europa che gli italiani non la pensano come Salvini, di modo che, lui, Salvini, non abbia alcun punto su cui far leva per dire che quando c’era lui al Viminale le cose andavano meglio. La possibilità di sbugiardare sul punto Salvini c’è e si chiama Mimmo Lucano. La magistratura gli ha ridato il diritto di tornare nella sua Riace, la politica italiana gli dia la possibilità di esportare il suo modello in tutta Italia.

E (ne sono convinto) l’Europa ci verrà dietro.

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