Dopo 14 giorni ai domiciliari e 11 mesi di “esilio”, Mimmo Lucano torna nella sua Riace. Lo ha deciso il presidente del Tribunale di Locri Fulvio Accurso che ha accolto l’istanza di revoca del divieto di dimora presentata dagli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua. Una decisione che il giudice ha preso nonostante il parere contrario della Procura che avrebbe voluto tenere Mimmo Lucano ancora lontano da Riace. “Anche se non sono più sindaco – ha commentato Lucano -, dicono che sono una persona pericolosa. Lo è di più chi ha deciso, negli ultimi 14 mesi, di chiudere i porti. Oggi io sono tornato a casa. Ma anche Salvini”.

Un abbraccio lungo e intenso quello tra Mimmo Lucano e suo padre Roberto, un insegnante di 93 anni, ammalato e costretto a letto da circa un mese. Per lui, quello che ha subito il figlio, “è una vergogna della giustizia italiana”. Dopo aver salutato il padre, Mimmo ha fatto un giro in paese. Molti si sono avvicinati per stringergli la mano e i migranti che sono rimasti a Riace sono accorsi a fargli festa. “Io non so vivere in un altro modo. Se occuparsi di politica è reato, allora me ne dovranno contestare altri”.

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