In queste ore il presidente del Consiglio incaricato ha un gran daffare. E tra le mille cose e i mille pensieri anche una cinquantina di nomi da assegnare per altrettante poltrone, tra piccole e grandi, che aspettano. Gli consiglierei di allungare la lista di uno, aggiungere un ministro a quelli esistenti. Ci vuole il ministero dell’Immigrazione. Non solo per contare quelli che arrivano. Non abbiamo bisogno di un capostazione e il governo non è uno scalo ferroviario. Il nuovo ministro non ci dovrebbe solo spiegare perché arrivano, forse lo sappiamo già, ma trovare i soldi, stipulare le alleanze internazionali, definire le politiche comuni perché l’esodo almeno rallenti.

C’è una persona in Italia che lo sa fare meglio degli altri, più degli altri. E’ un prete, che per giunta da ieri è anche cardinale, quindi in confidenza col Papa e, si spera, con Dio. E’ Matteo Zuppi, fino a ieri arcivescovo di Bologna e conoscitore della terra d’Africa. Di chi l’ha assalita, di chi l’ha bucata, di chi l’ha svuotata di ogni bene. E di chi può aiutarla, dei governi locali che possono seminare speranza e un briciolo di democrazia, dei leader africani minimamente credibili. Il cardinale ci potrebbe anche spiegare di quanto è malgrado tutto ancora ricca l’Africa, e di come siamo fessi a non investire il nostro sapere laggiù e lasciare solo alle multinazionali, gli antichi predoni dell’Occidente, il tesoro su cui siedono – inconsapevoli – gli africani. Se usassimo la logica, potremmo partecipare a parte del raccolto di quel tesoro e offrire dignità a un intero continente.

Non è previsto che un cardinale sieda nel governo, lo so.

Ma sarebbe la nomina più forte, più laica, più giusta e più di sinistra che ci sia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Crisi di governo e M5s, nel gioco della torre (della realtà) Grillo si salva e Casaleggio va giù

next
Articolo Successivo

A me fa orrore Rousseau, la democrazia digitale, il clic. E con un clic lo spiego

next