Un raid della coalizione a guida saudita contro obiettivi militari Houthi a Dhamar, nel sudovest dello Yemen, ha colpito un carcere causando oltre 60 morti. Gli Emirati Arabi Uniti hanno ammesso di aver condotto dei raid aerei nella zona ma si sono limitati ad ammettere di aver distrutto un sito dove si trovavano droni e missili, affermando di aver agito contro “terroristi”. Il ministro della salute del governo Houthi, parlando alla tv Al Masirah, ha fatto sapere che al momento dalle macerie sono stati estratti 60 cadaveri, ma le vittime del raid potrebbero essere molte di più.

Sabato il governo lealista yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita aveva accusato Abu Dhabi di aver ucciso circa 30 persone negli attacchi compiuti tra mercoledì e giovedì contro postazioni al porto di Aden, teatro da giorni di tensioni tra milizie filo-Riad e loro rivali sostenuti dagli Emirati. Citato dall’agenzia ufficiale Wam, il ministero degli esteri di Abu Dhabi ha riferito che i raid aerei sono stati condotti dalla Coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, per proteggere “le sue forze” dagli attacchi di “milizie affiliate con i terroristi”. Questa dichiarazione mostra un graduale distanziamento tra le posizioni saudite e quelle degli Emirati, dal 2015 alleati nella guerra in Yemen contro gli insorti Huthi filo-iraniani, ma ora sempre più apertamente rivali nella lotta per il controllo delle regioni meridionali del paese.

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