Matrimonio a prima vista”, giunto ormai alla quarta stagione, trasloca da Sky e Tv8 al debutto in assoluto su Real Time dal 4 settembre in prima serata. L’esperimento sociale vede al centro un team di esperti (la sessuologa Nada Loffredi, il sociologo Mario Abis e lo psicoterapeuta Fabrizio Quattrini) che selezionano 6 single sconosciuti che non si sono mai incontrati e che sono pronti a sposarsi. Le tre coppie verranno create a tavolino dagli esperti sulla base di interviste, test attitudinali e psicologici. Dopo il matrimonio le coppie convivranno per cinque settimane, al termine delle quali, davanti al team di esperti, decideranno e comunicheranno al proprio partner e al pubblico se restare insieme o chiedere il divorzio.

In tre stagioni e su nove coppie solo una risulta ad oggi ancora sposata. “Non ne sono sorpresa – confessa a FqMagazine la sessuologa Nada Loffredi – perché la prima cosa che il candidato ricerca sono le farfalle nello stomaco, con una idea dell’amore un po’ lontana dalla realtà. La coppia arriva sull’altare e lì in quel momento si intuisce subito cosa succederà. L’ostacolo principale è il pregiudizio che scatta nel momento in cui l’uomo o la donna entrano in contatto. Ci sono coppie che non si sono mosse in cinque settimane sin dal primo momento e non si è avviato alcun processo conoscitivo. Ci sono persone che stanno ancora lì a dire ‘non mi è scattata la scintilla’, ma la partecipazione al programma non prevede assolutamente questo… E poi ho notato che spesso l’altro viene considerato uno specchio del proprio narcisismo: sempre a pretendere, sempre a volere e mai a concedere. Questo programma mi sembra uno spaccato realistico e queste cose succedono nella società più ampia”.

Non esiste la ricetta giusta per la coppia perfetta, ma ci sono alcuni piccoli suggerimenti che possono aiutare i coniugi nella quotidianità. “Fondamentale è la capacità di stare da soli prima che in coppia, – spiega la dottoressa Loffredi -. La coppia a volte rappresenta, per le persone che sono più bisognose e insicure, un ancoraggio troppo forte. Non è salutare rimanere attaccati l’uno all’altro solo perché avviene in automatico. Bisogna lavorare in autonomia: le persone non sono stampelle per coprire i propri bisogni patologici”.

Ma nel 2019 ha ancora senso il matrimonio per le coppie etero o gay? “Sì, ha una grande importanza – ribadisce Nada – perché viene ritualizzato un rapporto e, come tutti i riti, sottolineano i valori di due persone. Al di là che siano cerimonie civili o religiose”. Di base non esiste un matrimonio perfetto, come non esiste la coppia perfetta anche se alcuni elementi possono sin da subito innescare alcuni meccanismi legati all’innamoramento: “I due soggetti devono essere complementari, diversi nelle esigenze, nei gusti, nei desideri e nella modalità di attaccarsi l’uno all’altro. Fondamentale è anche che ci sia un contraddittorio e una certa vitalità per evitare l’appiattimento. C’è indubbiamente una mancanza di confronto oggi e non siamo più disposti, oltre che capaci, ad affrontare un dibattito. Sempre lanciati ad affermare la nostra opinione che deve essere quella e basta, con il rischio che uno dei due si avventuri in un grande monologo a senso unico. E’ un po’ come succede anche nel mondo virtuale, dove non c’è un reale scambio ma solo un movimento che raggiunge il suo apice con un like e basta”.

Il mondo virtuale è uno dei nemici di una coppia? “In qualche modo sì perché dà l’idea che dietro l’angolo ci sia qualcosa di meglio, quando non è così, perciò le persone sono più inclini alla fuga. – racconta la dottoressa – Tanti sono anche gli stimoli esterni, le pubblicità relative alla sfera sessuale, sempre accattivanti e a portata di mano che ci insegnano che possiamo avere tutto e ci porta a non fare più delle scelte. La realtà alla fine è tutta un’altra cosa”.

Al termine delle cinque settimane insieme le coppie di “Matrimonio a prima vista” spesso si lasciano. Succede anche nella vita reale che due persone decidano di chiudere l’esperienza di vita insieme, anche dopo solo qualche anno. “Il mio primo consiglio è quello di lasciar perdere e procedere alla separazione – conclude la dottoressa Nada Loffredi – perché ci si è scelti male, perché ci sono attaccamenti patologici e perché non c’è voglia di investire sul futuro. Mentre a quelle coppie che hanno risorse umane e affettive e hanno una serie di progetti insieme (anche la presenza di figli rappresenta uno scrupolo in più) suggerisco subito di smettere di considerare che l’altro sia sbagliato. Bisogna ripensare al concetto del ‘noi’, riallacciandosi ai dolci e forti ricordi delle prime volte insieme, quando tutto è iniziato”.

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