Al via gli indennizzi ai risparmiatori danneggiati dai crac delle banche finite in risoluzione o in liquidazione coatta. E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale l’ultimo decreto con le norme per la presentazione delle istanze, che andranno inviate nei prossimi 180 giorni attraverso il sito https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it. Da domani sarà possibile registrarsi, compilare in modo guidato la domanda, caricare gli allegati richiesti, produrre la domanda compilata in formato pdf da stampare e firmare, caricare la domanda firmata e infine inviarla telematicamente.

I risparmiatori che hanno i requisiti previsti dalla manovra – un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente inferiore a 35.000 euro nel 2018 e patrimonio mobiliare sotto i 100mila euro – saranno “soddisfatti con priorità a valere sulla dotazione del Fondo di Indennizzo e, nell’erogazione degli indennizzi dovuti agli stessi, è data precedenza ai pagamenti di importo non superiore a 50.000 euro”. Gli azionisti avranno un ristoro pari al 30% del valore d’acquisto fino ad un massimo di 100mila euro, gli obbligazionisti un rimborso del 95% fino al medesimo tetto.

Altro passaggio già attivato è quello della commissione tecnica che deve dettare i tempi per avviare i pagamenti dei risparmiatori che hanno subito “violazioni massive o individuali” delle regole di correttezza e trasparenza nell’acquisto di obbligazioni subordinate o anche di azioni delle banche finite in liquidazione o risoluzione, cioè le due venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) più Carife, Carichieti, Banca Etruria e Banca Marche. A inizio luglio il ministro Giovanni Tria ha firmato il decreto che la istituisce. Formata da 9 membri, la commissione avrà il compito di esaminare e poi autorizzare l’erogazione degli indennizzi a chi ne avrà fatto domanda.

“Finalmente si chiude un percorso durato tanti anni. Esprimiamo soddisfazione perché, seppur con tanti piccoli intoppi, siamo arrivati al traguardo”, ha commentato Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione Vittime del Salvabanche. “Per noi si tratta di un punto di svolta dopo 4 anni di battaglia”, ha detto invece Luigi Ugone, presidente dell’associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza. “Ora speriamo che sia usufruibile da tutti, domani lo verificheremo. Ringraziamo i due vicepremier Salvini e Di Maio che hanno voluto questo fondo fortemente, come fortemente lo abbiamo voluto noi. Loro hanno cambiato la nostra storia, hanno fatto quello che ci avevano detto che avrebbero fatto”. Quanto al Fir, “il 30% c’è, per alcuni può essere poco, per altri giusto, ma c’è e per noi è un risultato storico. Vedremo adesso, con il prossimo governo, tutti i temi da trattare, dall’innalzamento del tetto ai 200mila euro alla commissione di inchiesta che sia seria, perché tema banche è ancora aperto in questo Paese”.

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