Borsa in forte rialzo e rendimenti dei Btp in ulteriore calo il giorno dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte nelle mani del capo dello Stato. Mentre procede il dialogo tra Pd e Movimento 5 Stelle, gli investitori sperano evidentemente nel rinvio del voto e nella rapida nascita di un nuovo governo politico. Secondo un report riservato di Citigroup, “la saga estiva di Matteo Salvini può aver gettato le basi per un governo più filo-europeo e i mercati potrebbero presto celebrare il minor rischio Italia, almeno nel breve termine”. Gli analisti della banca d’affari ritengono che lo scenario peggiore per i mercati – seppure di poco – sarebbe un nuovo governo M5s-Lega, seguito da un esecutivo M5s-Pd basato su un nuovo contratto di governo. Meglio invece un governo di scopo che porti il Paese alle urne nel 2020.

Piazza Affari ha chiuso a +1,7%, maglia rosa tra le Borse europee, e sul listino principale nessun titolo ha archiviato la seduta in ribasso. Sugli scudi Fca a +3,3%: la Borsa continua a scommettere su un matrimonio con Renault. In evidenza anche Eni (+1,6%) dopo i buoni dati sulla produzione del giacimento di Zohr, la più grande scoperta di gas mai realizzata in Egitto e nel Mar Mediterraneo. Rimbalzano anche i bancari.

Per quanto riguarda i titoli di Stato, il tasso sul decennale italiano dopo le 12 è sceso fino a toccare quota 1,31%, livello a cui non calava dall’ottobre 2016, per chiudere a 1,33%. Lo spread rispetto ai Bund tedeschi ha chiuso a 200 punti.

Gli investitori sembrano quindi fiduciosi in una soluzione rapida della crisi, con un esito più favorevole rispetto al contesto offerto dalla maggioranza gialloverde. Citigroup, in un report intitolato “Rischio Italia a un bivio”, spiega che l’inattesa decisione di Salvini di mettere fine al governo gialloverde ha due effetti a suo giudizio positivi: la “morte delle ideologie” e della fiducia nell’uomo forte, cosa che “potenzialmente può ridurre il rischio Paese”, e la fine dell’illusione che esistano “pasti gratis“. Nel senso che ora arrivano al pettine i nodi delle clausole di salvaguardia sull’Iva da 23 miliardi e per disinnescarle potrebbero servire interventi impopolari, come Citigroup aveva avvertito in febbraio arrivando alla conclusione che l’esito più favorevole per gli investitori sarebbe stato “un Parlamento senza maggioranza” e “un esecutivo di transizione a guida Conte o Draghi“.

L’agenzia di rating Dbrs dal canto suo fa sapere che “è importante tornare alla stabilità politica e prendere presto una decisione sulle elezioni. Un governo tecnico unicamente per disinnescare l’aumento dell’Iva potrebbe essere solo una soluzione temporanea”. Poco ottimista anche Fabio Fois, economista di Barclays, secondo cui “la crisi resta aperta a ogni possibile risultato, le elezioni anticipate sono sul tavolo tanto quanto gli scenari alternativi che potrebbero svolgersi se la legislatura dovesse continuare”. Per questa ragione Barclays consiglia un atteggiamento cauto “poiché la probabilità di scenari favorevoli al mercato rispetto a quelli ostili è pressoché uguale in questa fase”.

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