I mille volti di Morgan, al secolo Marco Castoldi. Cantautore, musicista, giudice di talent, opinionista, divulgatore e tanto altro. Morgan è pronto per la nuova sfida che lo attende e che riguarda la radio. Dal 14 settembre sarà il mattatore di “Catautoradio”, su Rai Radio Due sulla storia della canzone italiana. Previsti come ospiti: Achille Lauro, Willie Peyote, Young Signorino o ex cantanti dei talent. In verità non è un debutto radiofonico per l’artista dal momento che nel 2018 ha co-condotto con Laura Ghislandi e Gigio D’Ambrosio “Okkio a Morgan” su Rtl 102.5. Poi il passaggio in casa Rai dopo l’ottima performance a “The Voice Of Italy”, fortemente voluto dalla conduttrice e autrice Simona Ventura.

Un momento di pace per l’artista che ha vissuto momenti di tensione per lo sfratto dalla sua casa di Monza, il 25 giugno. Una decisione emessa dal tribunale nel 2017 per il mancato pagamento degli alimenti per le sue figlie. “Mi hanno tolto il mio laboratorio ed è una questione di coscienza generale perché l’artista è un artigiano e la sua abitazione è un futuro museo. – spiega al Corriere della Sera – Ma non mi dispero. Dopotutto la musica è la mia casa”.

E allora si torna a parlare di musica con i talent, nonostante li abbia attraversati tutti considerando le esperienze pregresse ad “Amici” (se ne andò sbattendo la porta) e “X Factor”. “Le ho passate tutte. E tutti purtroppo pensano solo al video e al look. – dichiara -. Così c’è una scenografia bella, ma il cantante stona. Adesso resettiamo. Io sono un paladino del bel suono e voglio tornare a prima della televisione, agli anni ’50 e ’60 quando la musica si faceva solo in radio”.

C’è spazio anche per qualche riflessione sul prossimo Festival di Sanremo, una kermesse che Morgan ha vissuto sempre con amore e odio. Quest’anno in particolare l’ex coach di “The Voice Of Italy” si è esposto: “Io e Chiambretti avevamo presentato il nostro progetto, ma evidentemente si preferiscono gli indovinelli”. Gli indovinelli si riferiscono al neo direttore artistico e conduttore Amadeus. “Avremo un esperto di quiz a Sanremo. – sentenzia – Amadeus è un grande professionista, ma è come chiamare un elettricista a riparare un lavandino, spero almeno che faccia dei quiz sulla musica”. Infine promosso a metà l’ex deus ex machina del Festival Claudio Baglioni: “Era perfetto, ma non faceva il direttore artistico, faceva Baglioni. Io mi sarei vergognato al suo posto, a cantare i miei brani ogni tre minuti e a trasformare il Festival in un concerto di Baglioni”.

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