Adesso che la maledizione cinese ha fatto il suo inevitabile corso, ed i desideri sono stati esauditi, tocca decidersi. Per fortuna è una scelta facile facile.

Se il vostro giudizio politico, la vostra scala di valori, le vostre convinzioni, le vostre frustrazioni e risentimenti, ognuna di queste cose legittima, vi porta a pensare che i 5 stelle sono il male assoluto e che allontanarli dal potere, che hanno gestito in maniera spesso così dilettantesca, sia la priorità e la strada giusta per il paese, non dovete fare niente. Lo dico a tutti a Zingaretti, a Ezio Mauro, a Cacciari, a mia moglie, a Landini aggiungete voi chi conoscete.

Se tutte quelle cose dette sopra vi portano però a riconfermare quello che avete detto per un anno e cioè che Salvini, per farla breve, è il Bolsonaro italiano dovete personalmente e pubblicamente far sapere a chi di dovere, a partire da Mattarella, che tutto deve essere fatto per impedire che Bolsonaro traslochi dal Viminale a Palazzo Chigi. Da dove, rebus sic stantibus, avrebbe i numeri per fare ben altro che il decreto sicurezza uno e due.

Potrà in quella legislatura separare le carriere dei magistrati, nominare i giudici di competenza parlamentare della Consulta, eleggere il successore di Mattarella (che ne dite di Vittorio Feltri?), organizzare l’Italexit (e io su questo sarei pure d’accordo). Insomma mettersi tette al vento in scia a Trump, Boris Johnson, Duterte e appunto Bolsonaro.

Come dite? Pensate di batterlo nelle urne ed avere la maggioranza recuperando i voti delusi dei 5stelle per arrivare almeno al 40% se corre da solo e almeno al 51% se corre coalizzandosi con la tanto simpatica Giorgina Meloni, non sia mai con lo statista Berlusconi? Capisco fa caldo. Molto caldo. Allora io penso che Salvini sia il Bolsonaro italiano come voi e difatti ho fatto il tifo per chi provava a bloccare l’autonomia speciale delle regioni del nord, a chi ha provato a fermare il nostro equivalente delle deforestazione amazzonica e a bestemmiare i morti quando si poneva a novanta sui desiderata di Bolsonaro. E adesso per un caso fortuito, offerto dalla botta di hubris rimediata al Papeete, ci viene offerto un insperato bis della scelta che poteva essere fatta a maggio dello scorso anno.

Certo, tutto è più difficile perché un anno non è passato invano e, come ho detto, frustrazioni e risentimenti sono cose importanti. Ma ubi maior Di Maio cessat. Si può prendere Bolsonaro e accomodarlo per quattro anni in anticamera. E iniziare le procedure di recupero a partire dalla ridiscussione dei punti evidenziati da Mattarella nel decreto sicurezza due.

Ai bei tempi la sinistra fino a Bertinotti prese il ministro del tesoro di Berlusconi e Bossi e ci governò insieme pur di allontanare il Cavaliere nero. Poi arrivarono l’Ulivo e Prodi e Veltroni di cui tutti sentono tanto la mancanza. Sono passati 25 anni, è vero, ma davvero ve lo siete scordato? E allora beccatevi Bolsonaro e sparite all’inferno.

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