Fitch conferma il rating BBB dell’Italia con outlook negativo che riflette “l’alto livello del debito pubblico“, una crescita debole e “la crescente incertezzalegata all’attuale dinamica politica. Si è evitato quindi il downgrade per i conti pubblici del nostro Paese che resta due gradini sopra la soglia del junk, destinata a quei debitori considerati non affidabili. L’agenzia di rating statunitense, come nelle attese, ha confermato il giudizio espresso a febbraio scorso quando peraltro aveva sottolineato il “rischio di elezioni anticipate.

Se in Italia “dovessero esserci elezioni anticipate ci sono potenziali vantaggi moderati per la sostenibilità del debito nel medio termine nel caso in cui il nuovo governo sia più stabile e abbia un orizzonte più lungo” sul fronte del bilancio, sottolinea Fitch nella sua nota. Con un avvertimento però: “Ci sono rischi al ribasso se il futuro governo dovesse optare per un disimpegno dalle regole di bilancio della Ue e se si assumesse rischi sul fronte della stabilità dei mercati finanziari”, afferma l’agenzia di rating.

Fitch prevede per l’Italia un Pil in crescita quest’anno dello 0,1%, in rallentamento rispetto al +0,9% del 2018, come aveva già annunciato a marzo scorso. L’agenzia di rating stima per il 2020 una crescita in ripresa allo 0,5% e per il 2021 allo 0,4%. Sul fronte del debito pubblico, Fitch prevede salga al 134,7% del Pil nel 2021 dal 132,2% del 2018.

Dopo il giudizio dell’agenzia statunitense, il prossimo decisamente più rilevante sarà quello di Standard&Poor’s. Più rilevante perché arriverà il 25 ottobre, cioè quando la crisi avrà già preso una direzione, che sia quella del voto anticipato o di un nuovo esecutivo. Se il governo in carica riuscirà, dovrà trasmettere alla Commissione Ue il Documento programmatico di bilancio (Dpb) pochi giorni prima, entro il 15 ottobre. Allo stato attuale anche per S&P l’Italia ha un rating BBB con outlook negativo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Istat, export in crescita a giugno +1,2%: trend positivo grazie a Usa e Giappone

prev
Articolo Successivo

Cina, così la guerra dei dazi di Trump sta mettendo in ginocchio gli agricoltori Usa

next