Un soldato israeliano è stato assassinato la scorsa notte nell’insediamento di Migdal Oz, tra Betlemme e Hebron, in Cisgiordania. Lo ha riferito la radio militare secondo cui il ragazzo, di 19 anni, è stato pugnalato ripetutamente da attentatori che si sono poi dati alla fuga. In un comunicato il portavoce militare ha precisato che il corpo del soldato è stato trovato questa mattina all’alba e che presentava numerose ferite di arma da taglio. Si tratta – ha aggiunto il portavoce – di uno studente di collegio rabbinico inquadrato nelle forze armate. Tuttavia, secondo la radio militare, ancora non era stato addestrato. A quanto risulta non era armato. L’esercito sta verificando la possibilità che sia stato rapito e poi ucciso in un posto diverso.

L’esercito non ha dubbi che si tratti di un attentato palestinese e conduce estese ricerche, nel timore che essi possano colpire ancora. “Le forze di sicurezza sono impegnate adesso in una caccia per catturare il bieco terrorista e regolare i conti”, ha affermato in un comunicato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Per il momento non è noto se intenda convocare oggi il Consiglio di difesa del governo. Da parte sua l’ex ministro della difesa Avigdor Lieberman, leader del partito di destra laico Israel Beitenu, lo ha già criticato: “La nostra resa al terrorismo a Gaza – ha osservato, riferendosi alla cautela di Netanyahu di fronte a Hamas – porta ad attentati a Gerusalemme e in Giudea-Samaria (Cisgiordania)”. Si riferiva fra l’altro ad un attentato a Gerusalemme, sventato in extremis nei giorni scorsi dai servizi segreti israeliani, che era stato progettato da una cellula di Hebron su istruzione del braccio armato di Hamas.

Da Gaza il portavoce della Jihad islamica, Daud Shihab, “si felicita” – secondo quanto riporta l’Ansa – dell’uccisione del soldato israeliano in Cisgiordania: secondo il gruppo militante palestinese, “si è trattato di una operazione ardita” che costituisce un messaggio di incoraggiamento “per i palestinesi prigionieri di Israele”. Questo appare un riferimento a voci, ancora non confermate, secondo cui in una fase iniziale gli assalitori del soldato abbiano tentato di rapirlo per scambiarlo con detenuti palestinesi.

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