“Se vogliamo esplorare la Luna e prepararci ad andare oltre” – afferma Zubrin – “non abbiamo bisogno di una stazione spaziale nell’orbita lunare ma potremmo usare una base sulla Luna stessa”. Esistono infatti prove ormai certe della presenza di acqua ghiacciata nei crateri lunari, con concentrazioni che raggiungerebbero il 30% in peso nello strato più superficiale del suolo. Estrarre questa acqua e scinderla in idrogeno e ossigeno consentirebbe di produrre il propellente utile ai veicoli spaziali per fare rifornimento direttamente sulla Luna. Ciò fornirebbe il combustibile non solo per viaggiare dalla Luna alla Terra, ma anche per spostarsi da un luogo all’altro del satellite, riducendo così notevolmente i costi e consentendo missioni di esplorazione lunare su vasta scala. Inoltre ci sono enormi quantità di materiale di schermatura dalle radiazioni prontamente disponibili sulla Luna.

L’area più indicata per la costruzione della base sarebbero i poli lunari, ideali per la vicinanza di crateri con acqua permanentemente in ombra, ma anche perché dispongono di altopiani illuminati in modo quasi continuo che offrirebbero un accesso affidabile all’energia solare. Occorrerebbe ovviamente mettere a punto un sistema di lancio robusto ed economico per inviare equipaggi sulla Luna, utilizzando al meglio tecnologie già disponibili o in fase di maturazione. In tal senso i successi del Falcon Heavy, che offre costi di trasporto molto inferiori rispetto ai precedenti lanciatori, aprono nuove possibilità di realizzare missioni lunari con equipaggio a costi più ridotti.

I vantaggi dell’approccio diretto alla Luna, denominato “Moon Direct”, rispetto alla tappa presso la stazione in orbita lunare, secondo Zubrin, non terminano qui. Per la stessa ragione per cui sulla Terra vediamo sempre lo stesso lato della Luna, vista dalla superficie della Luna la Terra si trova sempre nello stesso punto nel cielo e quindi la finestra per il lancio di ritorno è sempre aperta. Al contrario, con la stazione in orbita lunare, in caso di emergenza i veicoli lunari dovrebbero attendere le finestre di lancio per effettuare correttamente il rendez-vous. “Oltre a progettare le cose correttamente” conclude Zubrin “dobbiamo assicurarci di progettare le cose giuste. La Luna stessa, non l’orbita lunare, è il luogo ideale ove stabilire una base per l’esplorazione del satellite.”

L’intervento di Zubrin su The New Atlantis

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