La colonizzazione della Luna, da anni uno degli obiettivi principali della Nasa, è oggi al centro degli interessi delle più importanti aziende private dell’industria spaziale commerciale. L’agenzia spaziale Usa ha infatti aperto le porte all’utilizzo di mezzi privati per le future missioni di esplorazione planetaria con equipaggio. Gli ultimi anni hanno visto crescere l’interesse verso il ritorno sulla Luna e l’amministrazione Trump ha ordinato di riportare l’uomo sulla superficie del nostro satellite entro il 2024. Questo obiettivo porta con sé l’opportunità per alcune compagnie commerciali di sviluppare capacità tecnologiche a fornire supporto alle missioni lunari.

I miliardari Elon Musk, di SpaceX nonché cofondatore di Tesla, Nueralink, PayPal, OpenAi, e Jeff Bezos, patron di Amazon e proprietario del Washington Post ma soprattutto fondatore di Blue Origin, rappresentano la punta di diamante dell’industria spaziale emergente. Le visioni dei due imprenditori sulla conquista della Luna sono però essenzialmente diverse. Senza dimenticare il controcanto fortissimo nel presidente di Mars Society, Robert Zubrin, al progetto della Nasa MoontoMars.

La stazione spaziale in orbita cislunare di Musk – Per Elon Musk il dominio dell’orbita cislunare rappresenta una tappa obbligata in vista dello sbarco umano sulla Luna e su altri pianeti. SpaceX è stata la prima azienda a consegnare merci alla Stazione Spaziale Internazionale, e ha già testato con successo il suo lanciatore riutilizzabile Falcon Heavy, attualmente il più potente veicolo spaziale sul mercato. L’esperienza acquisita da SpaceX nel corso degli oltre 60 lanci realizzati con il Falcon 9, sposa alla perfezione gli attuali programmi della Nasa per la nuova corsa alla Luna.

L’agenzia spaziale americana ha infatti annunciato da tempo i piani per realizzare un Lunar Orbital Platform-Gateway (LOP-G), una stazione spaziale in orbita cislunare, sviluppata in collaborazione con diverse agenzie spaziali, da utilizzare come laboratorio scientifico e come base orbitante per le esplorazioni lunari. Il Gateway creerebbe opportunità per testare tecnologie allo stato dell’arte e per osservare i pianeti e le stelle da un punto di vista diverso rispetto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) o agli attuali telescopi. 

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