Nonostante le buone notizie che arrivano dagli Stati Uniti, Huawei ha dovuto imparare a sue spese che dipendere da fornitori a stelle e strisce può essere uno svantaggio e un pericolo per il proprio business. Ecco perché l’azienda prosegue spedita con il progetto per il suo sistema operativo proprietario, e perché Zhang Minggang, Vice CEO di Huawei France, nel corso di un’intervista al sito Challenges, da detto che l’azienda sarà indipendente dalle tecnologie statunitensi entro il 2021, se necessario.

Ha aggiunto che Huawei uscirà più forte di prima dal caos attuale. Del resto la reazione ai provvedimenti di Trump è stata composta e organizzata: i conti sull’inventario hanno permesso fin da subito di calcolare per quante settimane avrebbe potuto proseguire la produzione. È iniziata immediatamente la ricerca di uno store alternativo al negozio di app di Google, i lavori sul sistema operativo proprietario erano già in corso, hanno subito un’accelerazione notevole.

Forse non tutti sanno che, mentre imperversava la bufera, il gruppo cinese ha lavorato anche allo sviluppo di processori che non utilizzino la tecnologia ARM, basata su brevetti statunitensi. Insomma, anche se le cose sembrerebbero volgere al meglio (ma non c’è nessuna garanzia), Huawei si sta preparando al peggio, organizzando piani alternativi per non farsi trovare impreparata qualora la situazione dovesse nuovamente aggravarsi a causa della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. “Nel 2021, se la situazione persiste, avremo le nostre tecnologie“, dice Minggang ai media francesi. Ragion per cui ha sottolineato la necessità di “investire in maniera più massiccia per attivare i piani B”.

Resta fermo il fatto che Huawei spera di non dover mettere in atto le strategie in questione. Qualora fosse necessario, però, la società si dichiara in grado di lanciare prodotti tecnologici senza la necessità di utilizzare componenti progettati da società statunitensi o basati su tecnologie americane. Come sempre, non resta che aspettare i prossimi sviluppi. Quello che pare certo è che la strategia statunitense abbia non solo fortificato l’azienda cinese, ma ha anche dimostrato la necessità di creare un polo cinese di sviluppo tecnologico indipendente, che in prospettiva potrebbe essere d’ostacolo alla crescita delle aziende statunitensi.

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