Renato Sandri non c’è più. Il partigiano Nadia si è spento nella notte tra il 12 e il 13 luglio nella sua casa di Mantova, due settimane prima di compiere 93 anni. Lo storico dirigente del Partito comunista italiano era un vero e proprio uomo d’altri tempi, risoluto e di intelligenza vivace, che ha vissuto una vita lunga e avventurosa. A partire dalla Resistenza che aveva abbracciato da ragazzo all’età di 17 anni, prima come staffetta nel mantovano, poi come combattente in Veneto sui monti Lessini, quindi accanto a Sandro Pertini alla liberazione di Milano nel 1945. Insignito della medaglia di bronzo al valor militare, nel dopoguerra fu il primo presidente dell’Anpi di Mantova di cui è diventato presidente onorario. Da allora il suo legame con la Resistenza, come quello con la montagna, di cui era grande amante ed esploratore, non si è mai spezzato.

Apertamente critico dell’invasione sovietica dell’Ungheria, negli anni pagò il conto delle sue posizioni con il peso della diffidenza dei russi nei suoi confronti. Nel 1963 viene eletto deputato e lo sarà per quattro legislature di seguito (dal 1972 al 1979 fu parlamentare europeo). A 38 anni, nel 1964, parte per un lungo viaggio in America Latina come “ambasciatore” di Togliatti. Del Sud America ha seguito la complessa parabola di quegli anni fino al 1980 quando – da membro della sezione affari esteri del Pci guidata da Gian Carlo Pajetta e di cui è stato vice responsabile -, incontrò personaggi del calibro di Salvador Allende, Fidel Castro e Pablo Neruda. Dal presidente cileno assassinato nel 1973, ricevette poco prima del golpe l’Ordine di Bernardo O’Higgins, un’importante onoreficenza del Paese.

Sandri, che è anche stato padre di una numerosa famiglia nata dal matrimonio con la trentina Lia Cestari, ha poi dedicato un trentennio della sua vita allo studio e alle ricerche sulla Resistenza italiana ed europea, come testimonia, tra il resto, Il Dizionario della Resistenza (Einaudi, 2001) pubblicato con Enzo Collotti e Frediano Sessi. Nel 2010 Roberto Borroni ha raccolto la sua autobiografia nel volume Renato Sandri, un italiano comunista (Un lungo viaggio tra guerriglia e colpi di Stato), edito da Tre Lune. Che così si chiude: “Anche i ventenni di oggi vivono in un mondo difficile e complesso, ma non devono rinunciare all’idea di renderlo migliore. Battersi per raggiungere questo obiettivo rende l’esistenza degna di essere vissuta”.

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