C’è in onda su Sky Sport un programma che ci può consolare delle molte tristezze che il calcio visto in tv ci ha riservato nell’ultima stagione. Non sono, infatti, bastate due serate strabilianti, quelle delle semifinali di ritorno di Champions, per cancellare tutta la malinconia di un campionato finito prima di Natale, di pomeriggi di domenica vuoti, affidati alle imprese (absit iniuria…) di Udinese, Empoli o Frosinone.

Poi è arrivata l’estate e di colpo è cambiato tutto, siamo tornati a divertirci. Non mi riferisco al Mondiale femminile che pure tante soddisfazioni ci ha regalato. Ma lì il merito è stato soprattutto di chi l’ha giocato, senza nulla togliere al buon lavoro di chi l’ha seguito e mostrato dagli studi televisivi. Mi riferisco a Calciomercato l’originale, perché, a differenza di chi ha messo in onda il Mondiale femminile, quei simpatici burloni di Calciomercato da mostrarci non hanno proprio nulla.

Si sono inventati, qualche anno fa, un programma basato su una contraddizione, su un assurdo, un programma televisivo il cui oggetto è qualcosa che non si può vedere né mostrare: le trattative per l’acquisto o la cessione di un calciatore che per natura e definizione sono segrete, invisibili. Ma a differenza di molti loro imitatori (di qui la puntualizzazione L’originale), che hanno sostituito l’invisibile con delle chiacchiere, quelli di Calciomercato hanno puntato molto sull’immagine, sulla sua bellezza e sulla sua capacità evocativa.

Quest’anno hanno davvero raggiunto il sublime. Lo studio ricorda lo scorcio di un villaggio turistico: al centro, appoggiata a terra, una piscina che è anche maxischermo, sullo sfondo palme e bambù. “E’ un luogo pieno di virtù” direbbe il poeta, ma soprattutto di colori. E’ raro vedere nella tv di oggi, sempre un po’ sciatta, scelte cromatiche così vivaci, significative. Le ultime notizie le fornisce Gianluca Di Marzio seduto su un pattìno, che è certamente quello cantato tanti anni fa da Piero Focaccia, mentre lì accanto è parcheggiato un carretto dei gelati (“il carretto passava e quell’uomo….”, sempre per citare i nostri più grandi poeti). Mentre Fayna se ne sta in disparte con il suo tablet e ogni tanto qualcuno si affaccia da un oblò, Alessandro Bonan conversa con gli ospiti, alcuni quasi fissi, previsti ma non prevedibili nelle loro osservazioni, come Orrico o Peterson, altri inattesi, a volte un po’ impacciati ma mai insignificanti.

Intanto la regia si sbizzarrisce in inquadrature inconsuete, dettagli, particolari, così per ricordarci che la tv è una faccenda anche da registi, non solo di autori e produttori. Poi c’è la novità assoluta di quest’anno, il tocco di classe: una bella arpista accenna le note del brano musicale che, nel palinsesto della Rai del tempo che fu, accompagnava l’intervallo. All’epoca in questi casi comparivano sullo schermo immagini-cartolina di borghi italiani ai più sconosciuti: Arcidosso, Mercato Saraceno…. A Calciomercato ti mettono la cartolina di Palazzo Diamanti di Ferrara se devono parlare di una trattativa che riguarda la Spal, quella di Santorini se si tratta di un calciatore che su trova lì in vacanza. L’effetto è in ogni caso straniante ed esilarante. Insomma, metatelevisione, parodia, citazione ironica che sottolinea la presa di distanza dall’oggetto del proprio discorso, quel saggio non prendersi troppo sul serio che è proprio delle persone davvero spiritose. Questo è il clima, più unico che raro nella tv di oggi, che riescono a creare quelli di Calciomercato.

Qualche anno fa sono stato ospite della trasmissione, nella serata finale dell’edizione invernale, quella dedicata al mercato di gennaio, invitato un po’ come studioso di televisione, un po’ come tifoso. Al conduttore che mi chiese cosa pensassi del suo programma risposi che ne ero entusiasta, che era dai tempi di Renzo Arbore e della sua banda che non vedevo una seconda serata così piacevole. Applausi e ringraziamenti. Ho ripensato spesso a quella risposta, chiedendomi se non avessi esagerato nei complimenti, se non avessi manifestato un’eccessiva condiscendenza verso il padrone di casa. Ebbene vedendo l’edizione di questa estate, non mi pento di quei complimenti: a Calciomercato l’originale hanno proprio quel tocco arboriano, quella capacità di mandarti a dormire allegro come sapevano fare solo Quelli della notte.

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