Se i fatti accaduti a Bibbiano dovessero essere anche solo in parte confermati, ci troveremmo di fronte al tentativo di realizzazione di una delle più subdole pratiche di manipolazione dell’essere umano: la distruzione artificiale del fresco passato di un bambino operata attraverso l’innesto di ricordi artificiali finalizzati alla cancellazione sistematica delle figure genitoriali. Il tutto per preparare un terreno nel quale fare attecchire nuove figure di riferimento. Bisogna aspettare gli sviluppi. Tuttavia la rabbia e l’incredulità diffusa sono legate alla consapevolezza che agire sulle menti di bambini, la cui personalità è in abbozzo di formazione, significa avere un’elevatissima garanzia di riuscita dell’opera di azzeramento del tempo trascorso, pratica la cui validità sull’adulto è testimoniata da una solida letteratura.

Se provate, queste manipolazioni entrerebbero direttamente in una dimensione che esula dalle quasi incredibili testimonianze di malapratica riportate dai quotidiani (la pervicacia terrorizzante con la quale alcune frasi sarebbero state “imposte” ai bambini per demolire padre e madre, le presunte modifiche ai disegni, sono cose che provocano sgomento e smarrimento anche nel più cinico dei poliziotti o nel più indurito degli analisti) per avvicinarsi ai deliranti progetti di controllo generazionale partoriti nella storia dal ventre delle più cupe dittature. Mentre il regime argentino di Jorge Videla operava sul campo pratico, uccidendo i genitori ritenuti “sovversivi” per rendere i figli adottabili da parte degli aguzzini, la pratica di invalidamento di figure parentali ancora viventi che gli inquirenti ipotizzano avrebbe operato malignamente su un doppio livello: dapprima si lacerano i ricordi di un minore, il che dovrebbe poi generare un moto “spontaneo” di repulsione nel suddetto, obbligato a ripudiare un genitore che è stato costretto ad odiare.

Se i fatti venissero provati, il rischio per le piccole vittime sarebbe quello di rendere reale e sedimentato quel passato che è stato loro sovrascritto, creando nei loro cuori e nelle loro menti un conflitto permanente. Tutto quel sistema simbolico e culturale di identificazioni progressive che il bambino, superate le figure genitoriali, deve acquisire e possedere per instradarsi verso la vita adulta, fatto di fiducia negli insegnanti, nei medici, nell’altro, sarebbe stato in questo caso minato gravemente. Chiunque siano i genitori suppletivi, laddove piantati artificialmente su un terreno bruciato col terrore e la paura, non potranno mai garantire un solido aggancio di questi bambini al mondo adulto.

Nei casi di manipolazione di ricordi operata su minori, solo affidandoli a mani espertissime è forse possibile aprire un varco nel quale cercare, quantomeno, di ripristinare un passato accettabile dopo che questo è stato violato. Solo un’opera fine e precisa può mettere le mani laddove le fondamenta sono state semidistrutte per ridisegnare e circoscrivere il posto di questi padri e madri, da lì espulsi col marchio dell’infamia.

La clinica insegna che i genitori privati dei figli in base ad accuse false, messi artatamente alla gogna con accusa di essere maneschi o sessualmente violenti, vanno incontro a una devastazione progressiva dell’animo e un isolamento che, quand’anche la verità torni nel tempo a galla, lascia segni indelebili.

Ci sono davvero tanti indagati in questa storia. Abito queste terre, e ho sobbalzato come tutti a leggere tali notizie. Pare impossibile che un mondo parallelo, fondato sul plagio, la soperchieria, la prevaricazione, si sia evoluto sino a soppiantare, in zone circoscritte, lo stato di diritto in una delle aree più pedagogicamente avanzate dell’Italia. Nessuno è pronto all’inferno.

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