Il Sud Italia è l’area europea con la più bassa percentuale di persone che hanno un lavoro. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, quattro delle cinque Regioni dell’Unione europea con il più basso tasso di occupazione sono nel Meridione: Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. A fronte di una media europea di lavoratori impiegati del 73 per cento, in queste quattro Regioni soltanto meno della metà delle persone tra 20 e 64 anni ha un’occupazione. Messa peggio di loro soltanto Mayotte, un territorio d’oltremare francese in Africa, vicino al Madagascar.

In Sicilia, la percentuale di persone occupate è il 44,1%, in Campania il 45,3%, in Calabria il 45,6% e in Puglia il 49,4%. L’Italia pur avendo un tasso di occupazione complessivo medio maggiore di quello della Grecia – il 63% contro il 59,5% – ha un divario più ampio tra le singole regioni, con in testa l’Emilia Romagna al 74,4% e la provincia di Bolzano al 79%. La situazione in Spagna invece, che in passato era simile a quella italiana, sta migliorando a un ritmo molto più veloce che nel nostro Paese. Negli ultimi cinque anni, il tasso di occupazione spagnolo è aumentato dal 60 al 67 per cento, mentre in Italia è passato dal 60 al 63. In ottica comparativa, la regione con la più alta percentuale di occupati è quella di Stoccolma con l’85,7 per cento.

Il dato italiano è basso soprattutto per la scarsa partecipazione al lavoro delle donne. Nel nostro Paese tra i 20 e i 64 anni lavora solo il 53,1% delle donne contro il 67,4% medio nell’Unione europea (il 75,8% in Germania). Ed anche qui, ci sono differenze enormi tra le regioni: in Emilia Romagna lavora il 66,7% delle donne, in Sicilia il 31,5%. Mentre in Campania sono il 31,9%, in Calabria il 33,5% e in Puglia il 35,6%.

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