La Commissione Europea ha deciso di spingere l’adozione in tutta Europa di soluzioni per il trasporto intelligenti e cooperative, al fine di ridurre incidenti e congestione del traffico. L’idea è legata ai progressi finora fatti nel C-ITS, ossia i sistemi di trasporto intelligenti in chiave cooperativa. Permettono ai veicoli di comunicare fra di loro e con le infrastrutture stradali mediante connessioni wireless, in modo da fornire ai conducenti informazioni quali la disponibilità di parcheggi, i tratti in cui sono in corso lavori stradali, i limiti di velocità, le condizioni del traffico e meteorologiche, la presenza in carreggiata di veicoli lenti o fermi, e molto altro.

Finora sono stati fatti progetti e sperimentazioni a macchia di leopardo, con il risultato che i sistemi esistenti sono stati per lo più sviluppati con obiettivi diversi e lavorano in maniera indipendente l’uno dall’altro. Con il progetto C-MOBILE, a cui partecipa anche l’Italia, s’intende unificare le soluzioni C-ITS in tutta Europa, in condizione reali e con processi standardizzati. Oltre alle informazioni elencate sopra, si potrà inoltre fornire indicazioni per la guida a basso consumo, i veicoli di emergenza in avvicinamento, i punti ciechi e allarmi per segnalare la presenza di pedoni e altri utenti vulnerabili. Oltre a ridurre gli incidenti, questi servizi dovrebbero anche abbassare l’impatto ambientale del traffico, favorendo una circolazione più fluida.

 

Si prospetta quindi la costituzione di un’ampia gamma di servizi completamente integrata e con uno standard su scala europea. Il coordinatore del progetto Alex Vallejo di Applus IDIADA (Spagna), spiega che “l’obiettivo principale di C-MOBILE è consentire l’implementazione su larga scala di nuove tecnologie di trasporto in tutta Europa. Gestori di infrastrutture e conducenti saranno in grado di condividere informazioni in tempo reale e utilizzarle per coordinare le loro azioni. La connettività tra veicoli e infrastrutture, come semafori, centri di gestione del traffico o cartelli a messaggio variabile, dovrebbe migliorare notevolmente la sicurezza stradale, l’efficienza del traffico e il comfort di guida. Di conseguenza, i conducenti saranno in grado di prendere decisioni migliori e adattarsi all’evolversi delle situazioni del traffico”.

I siti di implementazione già attivi sono otto: nelle aree urbane ed extraurbane di Barcellona, ​​Bilbao e Vigo (Spagna), Bordeaux (Francia), a Copenaghen (Danimarca), Newcastle (Regno Unito) e Salonicco (Grecia), oltre che nella provincia olandese del Brabante Settentrionale. I suddetti siti sono stati scelti perché vi erano già attivi precedenti progetti di C-ITS, quindi le infrastrutture necessarie erano già installate, bisognava solo uniformarle. In particolare, C-MOBILE ha integrato i loro sistemi con la tecnologia cellulare per creare un’architettura di comunicazione ibrida che garantisca la compatibilità dei diversi sistemi.

Foto: Depositphotos

 

Resta da chiarire la questione dei costi. I ricercatori promettono giusti servizi al giusto prezzo, proponendo un’analisi costi-benefici basato su modelli di business formulati nell’ambito del progetto. L’idea è quella di aiutare le autorità locali a implementare solo i servizi C-ITS di cui hanno bisogno. Il ritorno d’investimento dovrebbe essere costituito dall’attivazione di attività sostenibili ed economie di scala. Centrale in tutto questo è la collaborazione fra i partner e le autorità pubbliche, le agenzie autostradali, le società di trasporti pubblici e i rappresentanti di gruppi di utenti, non resta che attendere i risultati fattivi per chiarirsi le idee.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Monsieur Cuisine Connect, il robot da cucina venduto da Lidl ha un microfono nascosto

next
Articolo Successivo

Xiaomi Black Shark 2, lo smartphone potente per giocare, ma con un sistema di raffreddamento da migliorare

next