Cariche, lacrimogeni e 5 feriti nel centro di Genova per gli scontri tra la polizia e gli antifascisti durante il presidio che è stato organizzato da diverse sigle in contemporanea al comizio elettorale di Casapound che si è tenuto nel pomeriggio in piazza Marsala. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno caricato più volte frontalmente e di lato i circa 1000 manifestanti in piazza Corvetto, sparando anche lacrimogeni ad altezza uomo, con gli scontri che sono andati avanti per circa un’ora. Tutto è iniziato quando alcuni hanno provato a forzare il blocco della polizia per entrare in piazza tirando oltre le grate alcuni fumogeni e petardi

Dopo una prima carica di alleggerimento i manifestanti, al grido di “Genova è solo antifascista”, hanno risposto all’azione delle forze dell’ordine iniziando un lancio di bottiglie, petardi e pezzi di bastone. La polizia a quel punto ha chiuso su tre lati lo spazio e ha ricominciato con le cariche e i lacrimogeni ad altezza d’uomo. Tre manifestanti sono rimasti feriti negli scontri, due invece i carabinieri che hanno riportato lesioni. Due persone che hanno partecipato agli scontri sono state portate via in manette. I manifestanti si sono quindi incamminati in corteo verso la questura per chiedere il rilascio dei due fermati. Tra i feriti c’è anche il giornalista di Repubblica, Stefano Origone, rimasto coinvolto in una delle cariche: ha riportato la frattura di due dita e ferite al torace, nonostante abbia dichiarato agli agenti di essere un reporter. In un video pubblicato dal sito del quotidiano si vede il cronista colpito dagli agenti anche quando era già a terra.

Il questore di Genova, Vincenzo Ciarambino, lo ha incontrato all’ospedale Galliera e gli ha chiesto scusa: “Conosco Stefano da anni e sono voluto andare in ospedale per sincerarmi delle sue condizioni. Ho chiesto scusa a lui, alla moglie e al responsabile della redazione genovese di Repubblica. Ho voluto portare la vicinanza della Polizia”, dice Ciarambino all’Ansa. Origone, secondo quanto spiegato dal questore, “era vicino a una persona fermata che stavamo portando via, c’è stato un tentativo da parte dei manifestanti di sottrarlo alla polizia ed è partita una carica, Origone non si è accorto in tempo della carica, è caduto e ha preso qualche colpo”.

Le forze dell’ordine – circa 300 agenti tra Digos e reparti mobili – sono intervenute dopo che un gruppo di militanti antifascisti ha tentato di sfondare uno dei varchi di sicurezza che impedisce l’accesso a piazza Marsala, dove al comizio elettorale della tartaruga frecciata stavano partecipando una ventina di persone, contro un migliaio circa di manifestanti antifascisti. In piazza sono scesi Cgil, portuali, antagonisti, Genova antifascista e alcuni studenti. Una parte della Cgil è rimasta in picchetto davanti alla prefettura.