L’India si prepara a salutare la vittoria schiacciante del primo ministro indiano Narendra Modi alle elezioni per il rinnovo della Camera Bassa. Mentre in tutto il Paese si stanno ultimando i conteggi dei voti, la Commissione elettorale ha diffuso i dati nazionali: il partito di Modi, il Bharatiya Janata Party (Bjp), ha una chiara maggioranza, con 292 seggi su 542, mentre i suoi rivali sono arrivati soltanto a 49 seggi. Il principale partito di opposizione sarà l’Indian National Congress di Rahul Gandhi. Con questi numeri, la coalizione guidata dal primo ministro uscente, la National Democratic Alliance, si attesterebbe intorno a una forte maggioranza di 345 seggi. I voti ottenuti dal Bjp superano ampiamente le previsioni, sorpassando il risultato già straordinario ottenuto da Modi nel 2014, quando ottenne, con 282 seggi, la prima maggioranza assoluta  in Parlamento in 30 anni.

L’India è la democrazia più popolosa del mondo. Queste elezioni hanno rinnovato i seggi della Lok Sabha, la camera bassa del Parlamento indiano. L’affluenza è stata stimata intorno a circa 600 milioni di voti espressi. Il partito di Modi è considerato il principale partito conservatore indiano, sostenitore di una politica fortemente nazionalista e difensore dell’identità induista. Il Bjp è una costola della potente organizzazione hindu Rashtriya Swayamsevak Sangh. Modi ha vinto la campagna elettorale basando le sue proposte sulla sicurezza nazionale, perseguendo la politica della “tolleranza zero” contro il terrorismo, e sul rilancio economico. Il premier uscente ha promesso di far diventare l’India la terza economia più forte del mondo entro il 2030, annunciando ingenti investimenti per migliorare le condizioni di vita degli agricoltori, con un raddoppio del loro reddito entro 3 anni e la garanzia di ottenere la pensione per quanti hanno superato 60 anni. Per dare risposta alle richieste sanitarie a un paese che conta un miliardo e 360 milioni di persone, il premier ha proposto di creare 75 nuove facoltà di medicina.

In tutto questo, Modi non ha mai smesso di puntare sulla retorica nazionalista. Centrale, nel suo programma, la costruzione di un tempio dedicato a Ram, una delle maggiori divinità hindu, nel sito di Ayodhya, dove quattro secoli fa sorgeva una moschea moghul, distrutta da estremisti indù nel 1992. Il premier si è impegnato anche a togliere al Kashmir lo status di regione speciale. Dopo l’annunciata vittoria del partito di Modi, nel centro della capitale il traffico è congestionato a causa dei festeggiamenti. I risciò si muovono per città innalzando bandiere del partito, con il fiore di loto, e suonando clacson. I militanti del partito cantano “Har Har Modi”, “Modi ha vinto” e “Wande Mataram”, “Grazie grande madre”.

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