Sì, siamo nel campo del de gustibus e dell’arbitrario. Se poi, come me, collezionate qualsiasi disco (coi libri, a un certo punto, mi sono fermato) che riguardi in qualche modo Fabrizio De André, compratelo. Ma perché l’analisi di Faber Nostrum, l’album tributo al cantautore genovese firmato da una parte dell’indie nostrano, abbia un minimo di senso, al di là del “ciò che piace a me può non piacere a te e viceversa”, mi sono imposto uno strumento esegetico: il senso fondamentale di ciascuna canzone. E allora leggere le interpretazioni (rigorosamente in ordine di apparizione) di Gazzelle, Ex-Otago, Willie Peyote, Canova, Cimini & Lo Stato sociale, i Ministri, Colapesce, The Leading Guy, Motta, La Municipàl, Fadi, Zen Circus, Pinguini Tattici Nucleari, Artù e Vasco Brondi risulta più semplice e, senza pretesa di voler strafare – come suggerirebbe Il fannullone – più solido (l’oggettività la lasciamo all’imperscrutabile sfera del trascendente). Nelle pagine seguenti, dunque, i promossi, i rimandati al prossimo album-tributo e i bocciati. Ah, viva chi canta De André. Sempre (o quasi).

@albmarzocchi

Fabrizio De André, ecco i cantanti che l’hanno omaggiato in “Faber Nostrum”: promossi e bocciati

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