Sono morti di peste bubbonica dopo aver mangiato un rene crudo di marmotta. È accaduto a una coppia mongola di 38 e 37 anni nel distretto di Bayan-Ölgij, all’estremo occidentale della Mongolia, vicino al confine con Russia e Cina. La storia è stata raccontata dal Siberian Times, che ha spiegato come siano immediatamente scattate le misure di prevenzione con una quarantena imposta nell’intera regione.

Mangiare la carne cruda di marmotta è un‘usanza ritenuta salutare in Mongolia, anche se le autorità da tempo sconsigliano la pratica perché il roditore rappresenta un veicolo della Yersinia pestis, il batterio della peste. Il periodo di osservazione è terminato in questi giorni, anche se resta il monitoraggio per 158 turisti europei e statunitensi che potrebbero essere entrate in contatto diretto o indiretto con la coppia.

Appartenenti alla locale minoranza kazaka, i due 30enni sono deceduti l’1 maggio e “nessun incidente è stato segnalato in seguito”, ha dichiarato il governatore provinciale Aipiin Gilimkhaan, citato dall’agenzia stampa francese Afp. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – che ha recentemente inserito la malattia tra quelle “riemergenti” – sono stati circa 50mila i decessi causati dalla peste bubbonica negli ultimi vent’anni. La maggior parte dei casi si è manifestato in Africa e Asia.

Trattata per tempo con antibiotici, la peste può essere curata. La sua forma polmonare, che si trasmette con la tosse, può tuttavia essere fatale nel giro di 24-72 ore. Questa malattia infettiva di origine batterica veicolata da varie specie di roditori ha fatto strage di uomini e donne per quattro millenni: ricercatori hanno identificato la malattia come causa di morte su corpi sepolti circa 3800 anni fa. Negli ultimi tempi si è fatta rara. Tra il 2010 e il 2015, 3248 casi, di cui 584 mortali, sono stati registrati nel mondo.

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