“Un satanasso da ricoprire con una colata di cemento”. Il senatore leghista e già fondatore del Family Day Simone Pillon si è messo alla testa della protesta dei cattolici contro la statua dell’artista Luigi Ontani a Vergato, in provincia di Bologna. Sotto accusa c’è l’opera dell’artista, inaugurata già più di un mese fa e che solo ora è finita al centro del dibattito nazionale. La scultura rappresenta un fauno adulto, simbolo del fiume Reno, che porta sulle spalle un putto, il torrente Vergatello, mentre dal basso spunta un Tritone che rappresenta l’Appennino. L’acqua sgorga dalle bocche delle due figure, ma anche dai genitali del fauno. Tanto è bastato per suscitare l’indignazione di Pillon che si è lamentato del cattivo uso del denaro pubblico. A lui ha replicato lo stesso Ontani: “Non c’era nessuna intenzione di provocare, di scandalizzare nessuno, né di trasgredire”, ha detto all’emittente locale E’ tv, “si tratta solo di mitologie rappresentate in una totale dimensione di fantasia”.

Per il leghista Pillon, già volto del World Family Congress di Verona e da mesi contestato per il controverso disegno di legge sull’affido condiviso, la faccenda è ben più seria: “Quasi quasi credevo fosse uno scherzo”, ha scritto su Facebook domenica 5 maggio, “invece è tutto vero. Il sindaco sinistro di Vergato (Bo) ha inaugurato una imponente statua di un satanasso con tanto di corna e di pene vistosamente eretto, che porta sulle spalle un bambino con ali di farfalla. Se per i crocifissi vogliono le tendine io chiedo una colata di cemento per nascondere definitivamente questa porcheria”. Stessa opinione per l’esponente e candidato alle Europee per il Popolo della Famiglia Mirko De Carli: “E’ oscena, offende i bambini e va rimossa. Oltre tutto sono stati usati anche dei soldi pubblici”.

A difendere la scelta naturalmente il sindaco Pd Massimo Gnudi: “La campagna motivata soprattutto da ragioni elettorali”, ha replicato. “Altrimenti come si spiega che per un mese nessuno abbia detto nulla?”. La scelta della fontana e di Ontani, ha chiarito, è di carattere turistico: “L’artista è legato a questo territorio, è nato qui, e abbiamo anche inaugurato un museo nel palazzo comunale dove vengono ospitati 40 suoi quadri, un patrimonio che rende Vergato un luogo unico da visitare in tutta Italia”. Gnudi ha anche replicato per quanto riguarda i fondi utilizzati: “La statua è costata 150mila euro: noi come Comune abbiamo dato due contributi da 25mila euro, mentre circa 100mila euro sono stati raccolti dall’associazione Vergato Arte, da Emil Banca, da imprese e cittadini; dei 90mila euro per l’installazione, 30mila sono arrivati dalla Regione”. Insomma, circa 80mila euro sono soldi pubblici.

Proprio il lato economico è stato contestato dallo stesso Pillon: “Altro che dono alla città! Un conto è realizzare un’opera per le proprie mostre d’arte dedicate a chi sarà interessato a vederle, altro conto è finanziare un coso del genere con soldi pubblici, imponendolo a tutti i cittadini”. Perplessa anche la consigliera dell’area cattolica Pd di Bologna Raffaella Santi Casali ha bocciato l’opera su Facebook: “Io a Vergato, se proprio fosse stata necessaria una scultura, avrei fatto un monumento alla patata o alla castagna o al tartufo. Avrei speso molto meno e non avrei costretto chi va in stazione a vedere la mostruosità raccapricciante che troneggia in quella povera piazzetta”.

 

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