È nato. Giubilo in tutto in Regno. E non stiamo parlando del figlio o della figlia del principe Harry e di Meghan Markle (forse è nato anche lui/lei ma non pare che la Casa Reale voglia tenerlo nascosto per chissà quale sofisticata mossa di comunicazione. Oppure, la bella Meghan sta per entrare nel Guinness “gravidanza più lunga del globo terracqueo”).

Il lieto evento riguarda la nascita di un nuovo genere: il soapinfotainment.  Un nome complicato, ci rendiamo conto. Un ibrido che mette insieme tre generi televisivi classici: l’intrattenimento, l’informazione e la soap opera. Il caso è quello del matrimonio di Pamela Prati. La showgirl si sposa. Fin qui, la storia non ha niente di particolare, a meno che non siate gente che ama gli happy ending tardivi. Perché Pamela, sempre splendida, ha raggiunto un’età nella quale un matrimonio è raro come ridere a una battuta di Cirilli. E invece, qualche mese fa, ecco la notizia: la ex regina del Bagaglino convola a nozze e ha intenzione di farlo in piena regola, mica una cosuccia per pochi intimi. La storia sarebbe andata avanti senza grandi scossoni ma ecco arriva l’elemento di snodo dell’epica trama. Il sito Dagospia che, all’uopo, indaga. E scopre cose. Un mucchio di cose. Tanto che tutte le trasmissioni di intrattenimento, la maggior parte dei quotidiani e dei siti di informazione iniziano ad occuparsi della faccenda.

Pamela si sposa davvero?
Lo sposo, Mark Caltagirone, esiste?
Che ruolo hanno le due agenti della “nostra”, una delle quali si fa chiamare “donna Pamela” come da miglior tradizione soap sudamericana?
Come mai quelli che dicono di essere invitati al matrimonio (che pare sia l’8 maggio) non hanno ancora ricevuto la partecipazione?
Perché i profili social di Mark Caltagirone scompaiono?

Domande che negli rvm di Live-Non è la D’Urso sono pronunciate a ricordare, involontariamente, i trailer del grande Maccio Capatonda, strappandoci più di un ghigno. Game of Thrones all’italiana, con facce di botox al posto dei draghi. Iniziano a spuntare testimoni: in molti giurano di aver avuto contatti con un tale chiamato Mark Caltagirone ma poi aggiungono che quel tale non esiste. C’è chi racconta di averlo ‘sentito’ via messaggi, chi dice di essere stato contattato per un affare, poi sfumato. C’è chi dice di aver vissuto una storia simile a quella di Pamela, sempre con gli stessi protagonisti. Arriva anche la “prova fotografica” ma la certezza d’aver trovato lo sposo dura il tempo di bersi un camparino: un avvocato cagliaritano entra nella scena e dice di essere lui quello delle foto e di non avere niente a che fare con Mark, Marco, o come si chiama. Anzi, specifica che le foto gli sarebbero state sgraffignate con metodi poco ortodossi.

La caccia continua. Le copertine dei giornali di gossip avvitano i bulloni della soap e i personaggi iniziano a essere familiari per lo spettatore. Solo che non si tratta di recitazione (?) e il tutto si consuma in contenitori dedicati all’intrattenimento e, sì, all’informazione. Perché nella storia spunta di sguincio l’Ndrangheta (nessun nesso con le nozze, né con la Prati), e il sito Fanpage parla di una possibile sostituzione di persona. Insomma, la cosa si complica e la soap si fa quasi noir. Il numero dei personaggi aumenta: Pamela, la sposa, Mark, il presunto sposo, Donna Pamela ed Eliana, le agenti, la casata che difende la veridicità del matrimonio, la casata che invece sostiene si tratti di una bufala messa su al solo scopo di lucro. I conduttori, i giornalisti, i periti che si occupano del fatto.

Il dramma va, a gonfie vele. E arriva addirittura la telefonata di Mark Caltagirone in diretta su Canale5. Il tono del futuro sposo non è lontano da quello di Fantozzi quando ‘fa l’accento svedese’ ma c’è chi si fida, e crede che la voce sia proprio quella dell’uomo che porterà Pamela all’altare. Che il gossip fosse un genere vicino alla fiction si sapeva, ma mai come stavolta la storia si era manifestata in un continuo divenire fatto di colpi di scena.

Che finale ci aspettiamo? Arriva sempre la parte della storia in cui ci si trova con la macchina in bilico sull’orlo del precipizio. O, per dirla alla Woody Allen, con la pallina che batte sulla rete: se la oltrepassa si vince, altrimenti si perde. In questo caso, l’auspicio per Pamela Prati è che il matrimonio si faccia e che lei sia felice. Perché al netto di tutto, il fatto che non si tratti di Beautiful vela questa storia di una certa tristezza. Certo, anche se i due dovessero mostrarsi davanti all’altare a qualcuno potrebbe sempre restare in testa un’idea, difficile da scacciare: chissà se, prima di percorrere la navata, Mark-Marco Caltagirone avrà chiesto a qualcuno “faccio l’accento svedese”?

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