Il Traditore di Marco Bellocchio unico italiano a contendersi la Palma d’oro accanto a grandi “senatori”: Malick, Loach, DolanAlmodovar, i fratelli Dardenne e naturalmente Jarmusch. Spicca l’assenza di Quentin Tarantino “il film non è pronto, ma se lo finirà per tempo sarà il benvenuto”, mentre sulla “questione Netflix” continua lo stop di Frémaux: “I titoli in concorso devono uscire nelle sale francesi”. Con quattro donne su diciannove cineasti in concorso (Diop, Haussner, Sciamma, Triet) “che arrivano però a tredici registe in selezione ufficiale ed altre di prossimo annuncio in Semaine e Quinzaine” viene rispettato l’accordo di 50/50 firmato lo scorso anno.

Grandi registi e film da tutto il mondo
Così, in estrema sintesi, i “temi caldi” del 72° Festival di Cannes (14-25 maggio) il cui programma annunciato poco fa a Parigi dal presidente Pierre Lescure e il direttore artistico “patron” Thierry Frémaux mostra un concorso sulla carta molto “francese” come da tradizione (quattro film transalpini più un belga/francese senza contare lo squadrone di star in arrivo da Parigi e dintorni..) e accogliente ai grandi registi “sodali” (Terrence Malick, Ken Loach, Pedro Almodovar, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Xavier Dolan e lo stesso Bellocchio in sala dal 23 maggio) ma anche sempre più radicale, con l’inserimento in competizione di esordienti o quasi.

Se territorialmente le “quote” vedono accanto alla madrepatria il Nord America (quattro titoli: tre dagli Usa e uno dal Canada) e l’Europa (Austria, Gran Bretagna, Italia, Romania) a farla da padrone mentre il resto è sparso tra un titolo dall’Africa (Senegal in coproduzione francese), un sudamericano (Brasile), un mediorientale (Palestina) e due dall’estremo Oriente (Cina e Sud Corea), dal punto di vista tematico Frémaux si è sentito di dichiarare la selezione del 2019 densa di “politica e amore, esattamente come nella vita”. E se di politica tocca parlare, di certo il lavoro di Bellocchio sarà tra i fiori all’occhiello più attesi, essendo – come è noto – un’opera dedicata al pentito mafioso Tommaso Buscetta interpretato da un irriconoscibile Pierfrancesco Favino. Va notato, comunque, che a differenza degli ultimi anni, la presenza italiana nella Cannes 2019 di Frémaux si limita a un titolo: attenderemo i programmi della Quinzaine des Realisateurs (diretta peraltro dall’italiano Paolo Moretti) e della Semaine de la Critique per capire se ci saranno altri portabandiera tricolore.

Elton John e Maradona sulla Croisette
Orientato a non separare le anime di una “Selection Officielle” dove tutti i titoli hanno uguale dignità, Frémaux ha sottolineato la presenza di “grandi maestri e veterani del cinema” anche nel Fuori concors oe in Special Screening: Claude Lelouch, Werner Herzog, Alain Cavalier ed Abel Ferrara, ai quali si affiancheranno Nicolas Winding Refn con la serie tv Too Old To Die Young (di cui si vedranno due episodi in premiere mondiale) e due biopic (un doc e uno di finzione) i cui protagonisti riscalderanno la Montée de Marches: Elton John accompagnando il film Rocketman di Dexter Fletcher e Diego Armando Maradona per il doc Maradona di Asif Kapadia. Si tratta di un ritorno sulla Croisette del Pibe de oro dopo aver presenziato per un altro doc a lui dedicato diretto Emir Kusturica nel 2008. E non mancano gli “amici” autori (sempre francesi..) anche nel concorso parallelo Un certain regard, contenitore privilegiato di un cinema più sperimentale o di opere prime e seconde: fra i nomi, dunque, anche Bruno Dumont con Jeanne (sequel del folle Jeanette, dedicato a Giovanna D’Arco) e Christophe Honoré (Chambre 212) che nel 2018 compariva nel concorso principale.

Alain Delon Palma d’oro alla carriera
Rigido con Netflix (“finché la loro politica di chiusura alle sale non cambierà non ospiteremo suoi film in concorso”) benché consapevole di “dolorose rinunce come Roma di Cuaròn lo scorso anno”, Frémaux ha però “aperto” la visione in live streaming della cerimonia di apertura (ma non del film di Jarmusch, naturalmente) che si terrà la sera del 14 maggio “in tutti in cinema della Francia”. E mentre si attendono gli ultimi annunci (“nelle prossime settimane completeremo la selezione, diremo il film di chiusura e i nomi di tutti i giurati”) già è celebrazione per chi non c’è più “Agnés Varda che giganteggia sul nostro poster come nel cinema mondiale e francese” ha detto Lescure, e Claude Lansmann“che era a Cannes l’anno scorso e lo ricordiamo con affetto”, ha aggiunto Frémaux. Ci sono ancora, e sono rampanti, sia l’immenso Alain Delon che sarà celebrato con la Palma d’oro alla carriera e il Marché du Film che quest’anno compie 60 anni: “Ogni anno crescono gli accreditati, sintomo che il cinema è vivo e vitale” ha chiosato il direttore artistico.

Ecco i film annunciati nella selezione ufficiale di Cannes 2019 (le opere sono indicate col titolo internazionale)

The Dead Don’t Die,  Jim Jarmusch (opening film) USA

Pain & Glory, Pedro Almódovar SPAGNA

The Traitor, Marco Bellocchio ITALIA

 The Wild Goose Lake, Diao Yinan CINA

 Parasite, Bong Joon-ho SUD COREA

Ahmed, Jean-Pierre and Luc Dardenne BELGIO /FR

Oh Mercy!, Arnaud Desplechin FRANCIA

Atlantique, Mati Diop SENEGAL

Matthias & Maxime, Xavier Dolan CANADA

Little Joe, Jessica Hausner AUSTRIA

Sorry We Missed You, Ken Loach UK

Les Misérables, Ladj Ly FRANCIA

A Hidden Life, Terrence Malick USA

Bacurau, Kleber Mendonça Filho & Juliano Dornelles BRASILE

The Whistlers, Corneliu Porumboiu ROMANIA

Frankie, Ira Sachs USA

Portrait Of A Lady On Fire, Céline Sciamma FRANCIA

It Must Be Heaven, Elia Suleiman PALESTINA

Sibyl, Justine Triet FRANCIA 

Fuori concorso

Les Plus Belles Années d’Une Vie, Claude Lelouch

Rocketman, Dexter Fletcher

Too Old To Die Young (series), Nicolas Winding Refn

Maradona, Asif Kapadia 

La Belle Époque, Nicolas Bedos

Midnight Screenings

The Gangster, The Cop, The Devil, Lee Won-Tae

Special Screenings

Share, Pippa Bianco

For Sama, Waad Al Kateab & Edward Watts

Family Romance, LLC., Werner Herzog

Tommaso, Abel Ferrara

Être Vivant Et Le Savoir, Alain Cavalier

 

Un Certain Regard

Joan of Arc, Bruno Dumont

The Climb, Michael Covino

A Brother’s Love, Monia Chokri

The Swallows of Kabul, Zabou Breitman & Eléa Gobé Mévellec

Beanpole, Kantemir Balagov

Invisible Life, Karim Aïnouz

A sun that never sets, Olivier Laxe

Chambre 212, Christophe Honoré

Port Authorit, Danielle Lessovitz

Papicha, Mounia Meddour

Summer Of Changsha, Zu Feng

Adam, Maryam Touzani

Zhuo Ren Mi Mi, Midi Z

Liberté, Albert Serra

Bull, Annie Silverstein

Evge, Nariman Aliev