Nonostante la profondità dell’ispirazione che lo ha generato, per una trentina d’anni il Joker è stato prevalentemente il più pittoresco tra i (tanti) nemici di Batman, un burlone teatrale e dalle mille risorse ma dalle motivazioni criminali tendenzialmente ristrette, sia nel fumetto che nella sua prima rappresentazione live action, quella della serie televisiva del 1966-68 in cui fu interpretato da Cesar Romero. La ripetitività della proposta narrativa porta addirittura il personaggio a scomparire per qualche anno dalle serie a fumetti, per farvi ritorno nel 1973 grazie all’autore Dennis O’Neil, al quale si deve la sua prima vera evoluzione narrativa: con O’Neil il Joker si consacra quale principe clown del crimine, uccide col sorriso e si disfa del bottino, una scheggia impazzita votata al male, che sarà la base per la magistrale interpretazione vocale di Mark Hamill nella serie animata degli anni 90, ma soprattutto per quella, in carne e ossa e indimenticabile, di Jack Nicholson nel film di Tim Burton (1989). Quel Joker non a caso diceva di sé stesso: “Sono il primo artista dell’omicidio a ciclo completo”.

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