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Torino, arrestati 4 estremisti di destra per tentato omicidio: “Volevano punire il rivale in amore con la ricina”

Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni: il loro primo tentativo a dicembre era fallito. Secondo gli inquirenti volevano coinvolgere nel piano anche un bambino di 11 anni: avrebbe dovuto gettare il veleno addosso alla vittima. Il gip ha stabilito per loro la custodia cautelare in carcere al termine delle indagini del Ros dei carabinieri
Torino, arrestati 4 estremisti di destra per tentato omicidio: “Volevano punire il rivale in amore con la ricina”
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Avevano prodotto una sostanza tossica molto pericolosa, la ricina. Via Internet, inoltre, avevano commissionato dei pezzi – realizzati con una stampante 3D – per costruire una pistola. Lo avevano fatto non per dispute politiche maturate all’interno di Casapound, ma per far fuori un rivale in amore che, come loro, frequentava il circolo Asso di Bastoni. Stavano per tornare in azione questa mattina (giovedì 3 aprile), quando i carabinieri del Ros li hanno fermati. Quattro giovani di Torino, tra i 20 e i 24 anni, sono finiti in carcere per tentato omicidio aggravato e continuato, produzione e detenzione di aggressivo chimico e tentata fabbricazione di arma da fuoco clandestina. Un quinto, il “chimico”, era già finito in carcere il 21 dicembre scorso, quando venne trovato all’interno in un garage di Bra (Cuneo) adibito a laboratorio per lavorare i semi di ricino da cui estrarre il veleno, che volevano anche vendere sul deep web.

L’operazione prende il nome di “Testuggine”, come il simbolo di Casapound, movimento a cui aderiscono i quattro indagati. All’interno del circolo torinese i quattro avevano tentato di uccidere il rivale una prima volta. Era il 10 novembre scorso e c’era una festa dei giovani del movimento di estrema destra, il Bloccoparty 2018. Avevano versato la ricina in un cocktail e poi avevano fatto un brindisi insieme a lui. Tuttavia il loro piano non è riuscito perché la sostanza non si è mescolata con la vodka e gli effetti sono stati minimi: dopo due giorni il giovane aveva provato dei fortissimi dolori allo stomaco con attacchi di vomito, ma non ha denunciato.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Manuela Pedrotta, è nata ad ottobre, quando un produttore di pezzi con la stampante 3D si accorge che gli era stata commissionata la produzione di componenti di una pistola da assemblare e avvisa i carabinieri di questo fatto sospetto. Il caso passa al gruppo antiterrorismo del Ros che, sulle prime, collega l’episodio all’eversione nera. Di nero, però, c’è soltanto l’ambiente in cui maturano i piani criminali che hanno una pista passionale. Il 21 dicembre viene scoperto il laboratorio clandestino a Bra e l’indagine ha una svolta. I quattro sospettati vengono controllati e si scopre un nuovo piano: volevano mandare un bambino di 11 anni a gettare la ricina addosso a un altro rivale in amore, colpevole di aver avviato una relazione con la ex di uno del gruppo. Il piano doveva scattare questa mattina, quando è scattata l’operazione condotta dal Ros col supporto dei comandi provinciali di Torino e Cuneo.

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