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Due ore circa di vertice tra il neo segretario del Partito democratico e i vertici di Cgil, Cisl e Uil. “Un primo confronto”, così come lo hanno definito le due partii, ma con un nodo rimasto, quello del salario minimo, che già divide pure sindacati e M5s. I sindacalisti hanno parlato di “un buon clima”, senza però nascondere le divergenze. Per Maurizio Landini “c’è una volontà a discutere diversa rispetto al passato, ma valuteremo nel merito. Noi, oltre ad ascoltare le proposte del PD abbiamo ribadito le nostre richieste e la necessità di rimettere al centro il lavoro e rilanciare gli investimenti”. Ma sul salario minimo, ha continuato Landini, “abbiamo ribadito che se i contratti di lavoro diventano legge si applicano a tutti, perché il tema non è solo la paga oraria ma tutti i diritti”. Rispetto alle proposte in campo sul salario minimo, tra M5s e Pd, Landini taglia corto: “Noi preferiamo quella di Cgil Cisl e Uil”, mentre per Carmelo Barbagallo (Uil) “al momento” è preferibile “quella del M5s”. Zingaretti ha infine attaccato il governo sul fronte della crescita: “C’è un Paese fermo, ma l’esecutivo fa finta di non accorgersene“.