È nata una stella, è nata però nel week end sbagliato. Tutto sembrava andare nel verso giusto in casa Ferrari, fino a quando il team radio di Charles Leclerc ha spezzato un sogno che stava diventando realtà. Un sogno, per il 21enne monegasco e per molti tifosi che speravano di tornare a vedere una Rossa demolire le Frecce d’argento e vedere incoronato un giovane della Ferrari Driver Academy.

“A Star is born”

Leclerc aveva dato dimostrazione di grande forza già dal venerdì, con tempi sempre costantemente migliori di quelli di Vettel. Poi in qualifica il capolavoro. Un giro perfetto senza nessuna sbavatura e la pole che lo ha portato ad essere il più giovane pilota Ferrari a ottenere una Pole Position. La domenica poi ancora emozioni. Partito non bene dalla pole, scivola in terza posizione e poi recupera imperterrito sorpassando prima la Mercedes di Lewis Hamilton, poi la Ferrari del suo compagno di squadra Sebastian Vettel, il tutto con un carattere e una facilità disarmanti. Allunga poi Charles, “Barrichellizzando” il quattro volte campione del mondo. Fino a lì sembrava una marcia trionfale e la colonna sonora perfetta per il monegasco poteva per l’appunto essere quella del film A Star is born di Lady Gaga.

Prestazioni

La Ferrari almeno ha dimostrato di aver ritrovato le prestazioni. Senza dubbio la SF90 si è mostrata equilibrata, precisa, facile da guidare e veloce in ogni condizione. Aveva rassicurato i tifosi e gli addetti ai lavori fino a quando il motore di Leclerc non ha perso potenza – sembra, ipotesi ancora che deve trovare conferma, a causa di un guasto all’Mgu-H – rigettando la Ferrari in un incubo che sembrava ormai lontano e ben rimosso. Da aggiungere, anche il guasto subito da Vettel e il cedimento improvviso della sua ala che ha relegato il tedesco nelle posizioni di rincalzo. Solo il doppio ritiro delle due Renault ha consentito al tedesco di acciuffare una scialba 5° posizione.

Affidabilità

Ritornano però prepotentemente tanti dubbi. Le prestazioni c’erano anche in Spagna ma poi alcuni guasti alla sovralimentazione, nei giorni finali avevano dei test invernali, avevano fatto suonare un allarme preoccupante. La prova “incolore” di Melbourne aveva poi, in un certo senso, rafforzato l’ipotesi che la Ferrari, per motivi di affidabilità, avesse girato con il motore in modalità di “sicurezza”. Ipotesi certo, smentite pure dal clan di Maranello. Ma ora, cosa pensare dopo questo guasto al motore di Leclerc che lo ha privato di una vittoria quanto mai meritata? Due indizi fanno una prova, direbbe qualcuno, e mi sembra quanto mai sensato almeno sospettare che: o si sia creduto di aver sanato i problemi di affidabilità oppure, si è corso il rischio di incappare in questi problemi pur di dimostrare la bontà della SF90. Dalla serie “speriamo che regga e poi si vedrà”… Dubbi, tanti dubbi, che rimandano ancora una volta le aspettative degli uomini in rosso e dei suoi tifosi.

Si aspettava il Gp del Bahrain per ottenere delle risposte, forse bisognerà aspettare il Gp di Cina per capire cosa, effettivamente, affligga questa SF90. Per il momento Toto Wolff e i suoi uomini ringraziano.