Accuse reciproche dopo la fusione e ora la richiesta di un arbitrato internazionale. Sale la tensione in EssilorLuxottica, il gruppo italo francese leader al mondo nel settore dell’ottica. La società è il risultato della fusione tra la francese Essilor e l’italiana Luxottica dello scorso ottobre: un’operazione da 54 miliardi. L’intesa prevedeva che i due soci avessero uguale peso e potere, ma da giorni ormai i vertici del gruppo hanno dato vita a uno scontro senza precedenti. Il 20 marzo scorso Leonardo Del Vecchio, primo azionista e presidente esecutivo, aveva accusato il vicepresidente esecutivo Hubert Sagnieres di aver violato i patti e voler controllare da solo l’azienda. Per questo motivo la Delfin  – holding di Del Vecchio che controlla il 31% del gruppo – ha fatto domanda di arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale per fare accertare le violazioni dell’accordo di integrazione fra Luxottica ed Essilor commesse dal vicepresidente: l’obiettivo è ottenere così una ingiunzione a rispettare i patti fino alla scadenza.

Per la società di Del Vecchio, che dato notizia della richiesta di arbitrato diffondendo una nota, “tali violazioni consistono nel mancato rispetto dei doveri di leale cooperazione e buona fede previsti dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, la quale è stata privata del potere di gestione paritetico che le pertiene ai sensi dell’Accordo. Constatando lo stallo creatosi all’interno del Consiglio di amministrazione e come questo ostacoli l’implementazione del processo di integrazione e delle relative sinergie, Delfin ha ritenuto che il ricorso alla Camera di Commercio Internazionale fosse allo stato una soluzione necessaria e la più appropriata al fine di preservare gli investimenti di tutti gli azionisti”. Delfin, si sottolinea dalla holding, “continuerà ad agire nell’interesse della società, dei suoi dipendenti e di tutti gli stakeholder”. La società “non chiede altro che il rispetto rigoroso degli accordi, e in particolar modo delle regole di governance congiunta e paritaria che da parte sua intende continuare a osservare. La società non può che smentire nuovamente tutti i tentativi di ‘presa di controllo’ di EssilorLuxottica, sia essa ‘rampante’ o de facto. Le accuse e altre speculazioni circolate su tale tentativo di presa di controllo sono destituite di ogni fondamento e non possono che indurre in errore il mercato e il pubblico”.

Sagnières, da parte sua, definisce quelli di Del Vecchio “attacchi mediatici senza precedenti e senza fondamenti“. “Le recenti dichiarazioni di Leonardo Del Vecchio sulla stampa che affermano che Essilor ha violato gli accordi di integrazione nominando quattro dirigenti chiavi, bloccando così la nomina di dirigenti in comune, sono senza fondamenti e rappresentano un tentativo di Delfin di destabilizzare Essilor”, scrive il socio francese in una lettera ai manager, facendo riferimento a un’intervista dell’imprenditore italiano a Le Figaro.  Per Sagnières “è diventato chiaro che Del Vecchio intende prendere il controllo di EssilorLuxottica senza pagare premi agli azionisti. Inoltre vuole nominare Francesco Milleri direttore generale del gruppo come lo ha affermato a più riprese”. Con questo incarico “Milleri avrebbe il potere di imporre il suo stile di management e la sua visione personale e a questo titolo violerebbe l’accordo che abbiamo approvato e adottato collettivamente”. Queste polemiche, aggiunge Sagnières, “non ci impediscono di continuare a lavorare per l’entrata in vigore delle azioni necessarie all’integrazione dei nostri due gruppi. Questo è realizzato con il sostegno di McKinsey e di oltre 20 gruppi di lavoro congiunti”.

 

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