Dall’abito ecru con cappottino tortora sfoggiato sulla scaletta dell’aereo che l’ha portata in Italia assieme al marito, all’elegante tubino grigio perla del primo incontro ufficiale al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: Peng Liyuan, la first lady cinese moglie di Xi Jinping, ha conquistato subito la scena con il suo stile e la sua eleganza. Lei, abituata a stare sotto i riflettori fin da prima di ricoprire questo ruolo grazie alla sua popolarità in patria come cantante soprano, è diventata negli anni una vera e propria icona di stile, ammirata per la sua eleganza e la sua classe, tanto da essere paragonata di volta in volta a Jackie Kennedy, Kate Middleton o alla principessa Diana. Non c’è volta che, accompagnando il marito nelle sue visite di stato, non abbia catalizzato l’attenzione di media e osservatori, che hanno indugiato sul suo look e la sua eleganza sempre fedele ai canoni della moda cinese.

Tutti i suoi abiti sono infatti opera di Ma Ke, designer e artista cinese che si occupa da oltre vent’anni degli outfit della ex soprano, mixando per lei tagli tradizionali e materiali innovativi: Ke è infatti una paladina della moda “green” e usa solo tessuti naturali per le sue creazioni, tutte cucite rigorosamente a mano. Dopo il completo sui toni del beige e del tortora sfoggiato all’arrivo nella Capitale, la moglie di Xi ha scelto un tubino grigio perla per l’incontro al Colle con Mattarella, abbinato a un paio di décolleté effetto nude in vernice dai tacchi vertiginosi (sua grande passione) e clutch in tinta. Altro cambio d’abito nel pomeriggio, per la sua visita alla Galleria Borghese, dove ha sfoggiato un altro tubino, questa volta color pistacchio in broccato dal taglio tradizionale cinese accompagnato da un soprabito marrone. Per la cena di gala invece, ha optato per un lungo abito tradizionale cinese blu scuro con dei ricami floreali bianchi, perfettamente abbinata al marito. Sempre fedele alla cosiddetta “diplomazia dell’abito”, ama particolarmente i toni pastello, soprattutto i grigi chiari, il bianco opaco, il rosa, il giallo, l’azzurro e tutte le tonalità del tortora.

Perfetta anche nei modi, si è mossa con disinvoltura alternando rigido protocollo e saluti più informali come quelli riservati alle centinaia di cinesi giunti a Roma da tutta Italia. Mentre il marito era impegnato nei colloqui ufficiali, ha visitato il palazzo del Quirinale e Palazzo Colonna. D’altra parte, c’è un filo che la lega all’Italia: l’amore per l’opera e la Turandot, scoperta per la curiosità sul coro dei fanciulli che introduce il tema del “fiore di gelsomino“, canzone cinese conosciuta da Puccini grazie a un carillon. Nata il 20 novembre del 1962, Peng era famosa già molto prima che il marito scalasse i vertici del Partito comunista, fino a diventare presidente. Entrata a 18 anni nell’Esercito di liberazione del popolo, dotata di una bellissima voce, la futura first lady cinese fu presto ingaggiata come cantante inviata a sollevare il morale delle truppe. La sua popolarità esplose a livello nazionale nel 1982, quando partecipò al Gala per il nuovo anno sulla tv di Stato Cctv.

Lei e Xi si conobbero negli anni Ottanta, grazie ad un incontro combinato da amici comuni. Secondo l’agiografia ufficiale, il futuro presidente – che avrebbe capito dopo appena 40 minuti che quella donna sarebbe diventata sua moglie – avrebbe affascinato Peng chiedendole informazioni sulle tecniche di canto. Si sposarono nel 1987 e nel 1992 nacque la loro figlia, Xi Mingze. Generale dell’Esercito di liberazione del popolo, la first lady ha via via assunto negli anni – parallelamente al ruolo sempre più potente del marito – molti incarichi di rappresentanza diplomatica: ambasciatrice di buona volontà dell’Organizzazione mondiale della sanità, è anche molto attiva nel settore dell’istruzione femminile. La first lady, dice il presidente dell’Istituto di relazioni internazionali dell’Università per gli affari esteri cinese, Qin Yaqing, “è un attore chiave del soft power cinese“, tanto da essere considerata la first lady più forte dai tempi di Jiang Qing, moglie di Mao Zedong. La sua storia d’amore è celebrata come favola di Stato: il China Daily ha dedicato un anno fa uno speciale alla coppia, indicata come “un buon esempio” di matrimonio riuscito per tutto il Paese.